Si sa che le discussioni con persone più anziane, più sagge, più vissute di noi sono sempre momenti di grande crescita e riflessione.
E si sa che i “nonni” sono molto spesso l’incarnazione per antonomasia di tutte quelle virtù.
Questo per dire che proprio una discussione con mio nonno mi ha dato lo spunto per scrivere questo articolo.
Stavamo parlando di Calderoli e io gli ho esposto il mio punto di vista piuttosto critico riguardo le affermazioni del politico.
In particolare, ho fatto notare io, quello che l’ex ministro afferma è anticostituzionale,
infatti l’art. 8 recita
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Inoltre gli articoli 19 e 20 aggiungono
Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
Questi principi vanno rispettati, in quanto fanno parte di quelle norme che fondano la base della nostra Democrazia.
Tuttavia, mi ha fatto notare giustamente mio nonno, i tempi cambiano. Me n’ero accorto anch’io, ma lui si riferiva ad un aspetto ben preciso: la costituzione tuttora vigente è stata redatta tra il 1946 e il 1947, anno di entrata in vigore.
In quegli anni il problema religioso riguardava principalmente tre confessioni: il cattolicesimo, il protestantesimo e l’ebraismo. La dialettica tra i primi due era già stata risolta all’interno delle due chiese (se qualcuno conosce un po’ di diritto ecclesiastico può approfondire questo punto) e l’Italia era stata dichiarata “uno stato laico a maggioranza cattolica”.
Per quanto riguardava l’ebraismo, bè, i fedeli a questa religione erano poche migliaia, per la maggior parte ben integrati da secoli nella società, ed erano appena usciti da anni di persecuzioni, umiliazioni e privazioni. Non costituivano certo un problema.
Sessant’anni più tardi la situazione è molto cambiata, ed oggi il problema religioso è divenuto quanto mai spinoso.
I mussulmani, cittadini o meno, sono aumentati esponenzialmente, e la loro ingerenza nei confronti dello stato e della politica italiana si è fatta molto pesante. Tanto più che è aumentato altrettanto esponenzialmente il problema, anzi, il pericolo, dell’integralismo islamico.
La percentuale di cittadini islamici li mette oggi in condizione di avanzare pretese nei confronti dello stato. Pretese che spesso esulano dai limiti posti dalla stessa legge italiana, ad esempio l’uso del Burqa.
Riguardo a questo aspetto sono fermamente convito che, essendo l’Italia uno stato laico, non vadano in nessun caso prese in considerazione proposte di argomento religioso che interferiscano con la giurisprudenza civile.
L’altro aspetto controverso che va considerato è quello dell’integralismo. E’ un fatto che all’interno di numerose comunità islamiche in tutt’Europa, che si riuniscono generalmente attorno a una moschea, siano stati trovati membri integralisti legati a cellule terroristiche.
Bene, nella nostra costituzione troviamo una risposta anche a questo, nell’articolo 18
I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.
Secondo questo articolo, dunque, sono proibite le associazioni che facciano capo a cellule terroristiche.
Qui la questione si complica ulteriormente. Come conciliamo la libertà religiosa con il pericolo del terrorismo?
Non conosco risposte giuridiche in merito, ma sarei felice di sentirne. Credo però che una risposta sensata sia la creazione di specifici organi di controllo che garantiscano entrambi i diritti: quello alla libertà religiosa e quello alla sicurezza.
Se avete risposte sarei felice di sentirle, ma vi prego di mantenere termini il più possibile moderati e civili. So che la questione è di quelle che infervorano gli animi, usate tutto il vostro diritto di espressione, ma rispettate quello degli altri.
Per questo articolo più che per tutti gli altri valgono le regole.
Non costringetemi a cancellare i vostri commenti.
Buona discussione!
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Commenti»
Riflettendo sull’argomento mi domandavo il perchè del peso e della presenza che le religioni hanno oggi sulla scena politica europea.
Se ci prendiamo la briga di andare in una buona biblioteca potremo facilmente vedere una quantità di giornali umoristici italiani e francesi dell’epoca fine ottocento – inizi del novecento pieni di barzellette (spesso di non ottimo gusto) a spese di religiosi e religioni di ogni tipo; e centinaia di libri di contenuto blasfemo e antireligioso.
Bene, a quei tempi non c’erano interventi delle Autorità sull’argomento ed anche le proteste del clero e degli osservanti erano molto modeste. Oggi una caricatura di Maometto o un giudizio un po’ ardito sul Papa solleva un vespaio. Perchè ?
Nel 1848 Marx affermava che ” …..attraverso lo sfruttamento del mecato mondiale la borghesia ha impresso un carattere COSMOPOLITA alla produzione e ai consumi……attraverso lo straordinario sviluppo di tutti i mezzi di comunicazione la borghesia ha trascinato tutte le Nazioni,ANCHE LE PIU’ BARBARE,NELLA CIVILIZZAZIONE.” Le parole alquanto messianiche di Marx sono oggi confermate dal fenomeno della globalizzazione in campo economico;ma quanto alla civilizzazione le nazioni cosidette barbare non l’hanno recepita. Così l’Europa ha dovuto confrontarsi negli ultimi decenni con società organizzate su una base religiosa storicamente meno evoluta ma molto più forte e aggressiva.
Così, ad esempio, è nato lo scontro fra il governo centrale dell’URSS
e le repubbliche dell’Asia Orientale, basato proprio sul fatto che uzbechi,ceceni,kirghisi ecc. si opponevano alla laicizzazione delle loro strutture riguardanti il diritto di famiglia e l’istruzione, preferendo seguire i “ributtanti sciamani” piuttosto che i segretari del partito.
Così, nel drammatico intrigo della politica, l’Europa Occidentale e gli USA hanno sostenuto, anche con le armi, in Afghanistan proprio i ributtanti sciamani e in Yugoslavia gli integralisti mussulmani kossovari, salvo poi trovarseli nemici proprio sulla base del loro integralismo religioso.
Così i milioni di disperati che dall’Africa e dall’Asia approdano sulle spiagge italiane ed europee in cerca di una vita un poco migliore di quella che conducono nei loro paesi sono disponibili ad accettare
ogni tipo di lavoro – ma non rinunciano all’ideologia religiosa arretrata e aggressiva che ha formato la loro cultura nazionale.
Credo che gli ultimi sviluppi della politica vaticana siano dovuti proprio alla necessità di affrontare lo scontro con l’islamismo che, come il cattolicesimo, svolge una continua opera di proselitismo.
Forse ( ma non ne sono del tutto sicuro ) la causa prima della presenza e del peso delle religioni nella nostra moderna società è proprio la globalizzazione – almeno fino a quando non saremo in grado di trovare i mezzi per rendere più laiche tutte le istituzioni e per circoscrivere la religione alla sfera del pensiero e della morale personale.
[...] uno lo voglio pubblicare, perchè fornisce uno splendido punto di vista riguardo il mio post “I tempi cambiano…”, che proprio da lui mi è stato [...]
[...] E molto delicato anche; dobbiamo stare attenti a dosare bene i termini, le leggi, i comportamenti. I tempi cambiano, ho scritto di [...]
Penso che il contenuto della nostra Costituzione sia ancora al passo coi tempi. I principi esposti sono sempre validi.
Le varie forme di integralismo e fondamentalismo che appaiono così spesso in questi anni sono ugualmente da condannare, a qualunque credo o ‘ideale’ politico si riferiscano. Voglio riferirmi non soltanto ai fenomeni relativi a parte del mondo islamico, ma anche ad un clima generale che si muove verso l’estremizzazione delle posizioni. Dai moniti integralisti di Benedetto XVI alla dialettica politica che è stata sostituita da un ininterrotto scontro (verbalmente) violento, dalla proclamazione dei ‘Paesi canaglia’ al terrorismo internazionale propriamente detto.
I pericoli di nuove guerre non hanno nelle religioni la propria motivazione prima, che resta, come sempre è stato nella storia, meramente economica e politica.
I tempi cambiano, ma gli uomini no.