Visto che non ho molto tempo per informarmi e scrivere di importanti questioni socio-economico-politiche-religiose-ecc., vi offro questa “pillola di cultura” sul nostro paese, che immagino sia sconosciuta ai più… o almeno io la ignoravo totalmente, da buon italiano ignorante e per niente patriottico, fino a che mi sono chiesto perchè nel nostro inno l’Italia venga definita “schiava di Roma”, parendo quasi dar ragione ai leghisti.

Prima di rispondere a questa (e ad altre) domanda, pubblico il testo integrale dell’inno:
Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio1
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria2?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte3
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano4,
Ogn’uom di Ferruccio4
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla5,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò!

E’ ben più lungo di quelle quattro parole che si cantano prima delle partite della nazionale, e certamente molto più nobile!
Ma passiamo a chiarire qualche dubbio che potrebbe esservi sorto:
Ecco svelati un po’ di segreti sul nostro inno!
Se volete approfondire, vi rimando al sito del Quirinale, dove trovate anche altre interessanti notizie sui simboli che ci rappresentano.
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Commenti»
Cercando in wikipedia ho visto che probabilmente si riferisce a Battista Perasso detto Balilla, il giovane genovese che secondo la tradizione avrebbe dato inizio alla rivolta contro gli occupanti austriaci nel 1746. e che diventò un’immagine di monello rivoluzionario cara al regime fascista.
E sinceramente nn le sapevo nemmeno a memoria le parole dopo il ritornello…
Bernardo
Se non sbaglio l’Inno di Mameli non è ancora l’Inno riconosciuto dalla Costituzione – infatti una proposta di Legge, la 821 del 18 Luglio 2006, contenente la modifica all’art. 12 della Costituzione con l’inserzione della frase : ” L’Inno Nazionale della Repubblica Italiana è l’Inno di Mameli.” non mi risulta che sia ancora stata approvata dalle Camere !
Abbiamo,in Italia, una certa abitudine di cambiare gli inni nazionali :
non so se ricordate ” Conservet Deus su Re
Sarvet su Rennu Sardu
et gloria a s’istendardu
cuntzedat de su Re ”
era l’ Hymnu Sardu adottato dai Savoia nel la seconda metà del ’700.
Poi, dalla prima metà del 1800, con Carlo Alberto, l’inno era diventato la Fanfara Reale, o Marcia Reale, Inno Nazionale Italiano fino al 8 Settembre 1943.
Per la verità i versi non erano un gran chè :
” Evviva il Re, Evviva il Re, Evviva il Re
Chinate, o Reggimenti, le bandiere al Vostro Re
La gloria e la fortuna dell’Italia con Lui è ……”
Dopo l’8 Settembre il Governo Badoglio fece adottare a quel che rimaneva dell’Esercito Italiano la ” Canzone del Piave” come inno nazionale. Il 12 ottobre 1946 il Ministro della Guerra, il repubblicano Cipriano Facchinetti, decise che, in via provvisoria
l’Inno di Mameli diveniva l’inno nazionale. La scelta era dovuta anche al fatto che Mameli era mazziniano – ne, d’altra parte, la proposta proveniente dalla sinistra, di adottare invece l’Inno di Garibaldi ebbe successo. Infatti proprio Giuseppe Garibaldi sosteneva che l’inno a suo nome portava una scarogna incredibile !
Non saprei se ora ci sono altre proposte………
…che schiava di Arcore il Cavalliere Mascarato creò!
Mi consenta una precisazione : dal 1844 al 1947 l’inno nazionale fu SALVET DEUS SU RE,inno del REGNO DI SARDEGNA scritto da Vittorio Angius e musicato da Giovanni Gonella nel 1842 ,la prima esecuzione ebbe luogo al teatro civico di Cagliari il 20 febbraio 1844 e fu in quell’occasione proclamato inno del REGNO, l’ultima esecuzione ufficiale fu cantata nel 1937 dal coro della cappella sistina per espresso desiderio di VITTORIO EMANUELE lll durante la cerimonia per il conferimento della Rosa d’Oro alla regina Elena da parte di papa Pio XI , Nel 1991 S’Hymnu sardu nationale è stato eseguito dalla banda dei Carabinieri al Quirinale il 29 maggio, nel tradizionale ricevimento offerto al corpo diplomatico straniero. Era inteso come un omaggio alle origini sassaresi del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Venne suonato nuovamente al momento delle sue dimissioni da Capo dello Stato, il 28 aprile 1992.
Nel 2001 venne eseguito, su sua disposizione, ai funerali di Maria José di Savoia, ultima regina d’Italia poi REGNO D’ITALIA ,la marcia reale è solo una marcia, per quanto riguarda l’inno su citato è tutt’ora in attesa di abbrogazione, l’inno di Mameli, pure costui di origini sarde è l’inno della precarietà ,inquanto il parlamento non ha deliberato . Goffredo Mameli , figlo di Giorgio nato a lanusei , ammiraglio della marina sarda ,si legge nelle cronache del tempo, che mori di crepacuore perchè gli era nato un figlio repubblicano.