Ennesimo episodio di violenza. Ennesima sparatoria. Ancora morti. Erano le 5.50 di questa mattina, quando 4 sconosciuti, dopo aver derubato dei ragazzi fuori da una discoteca della Bergamasca, a Treviglio, si danno alla fuga su una BMW e fermati dai Carabinieri aprono il fuoco. Fortunatamente il bilancio è negativo per i delinquenti. Due di loro sono morti e due sono finiti in manette. Anche due militari son stati feriti, ma non sono in gravi condizioni, assicurano i medici.
Secondo le prime ricostruzioni, i rapinatori hanno aperto il fuoco durante l’operazione di controllo dei Carabinieri, sui quali sono stati sparati i primi colpi. I due agenti che si stavano avvicinando alla vettura sospetta,dopo essere stati feriti, hanno risposto al fuoco.
I malviventi coinvolti nell’episodio sono tutti stranieri. Probabilmente di diverse nazionalità.
Ed ecco che arriviamo al succo della conversazione che vi propongo.
Sentendo ogni giorno notizie di questo tipo, dove i protagonisti sono malviventi stranieri, che rubano, uccidono e spesso se la cavano con qualche mese di arresto domiciliare (i più fortunati diventano addirittura testimonial di jeans tipo “romjeans”), come dovrebbe reagire la gente?
Chiedo a voi, gentili amici del forum.
La mia opinione è che avanti di questo passo l’intolleranza verso lo straniero immigrato(specie se clandestino) cresca a dismisura. Vedendo poi che non c’è una concreta volontà dello stato di fermare e punire questa gente che fa quello che vuole nel nostro paese senza paura che gli succeda nulla, c’è il fortissimo rischio che la gente cominci a farsi giustizia da sola. E allora poi cosa si dirà? Che è incredibile, forse?
Ovviamente non è una situazione semplice. La maggioranza degli immigrati non è cosi, fortunatamente.
Tuttavia questa tolleranza forzata dei criminali solo perché son stranieri, danneggia maggiormente gli altri loro connazionali, quelli buoni però. Pensate alle migliaia di persone che son venute nel nostro Paese alla ricerca di un lavoro onesto, e dopo averlo trovato, si son rimboccate le maniche e sudato per avere la cittadinanza italiana. Ogni mattina si svegliano e vanno a lavorare, pagano le tasse e nella maggior parte dei casi mandano soldi nei loro paesi d’origine per aiutare le loro famiglie.
Perché sono loro a pagare?
Perché ogni volta che sento la parola “rumeno” mi vengono in mente i loro connazionali assassini e stupratori, che non mancano il loro appuntamento quotidiano con i telegiornali?? Se mi trovo in metropolitana la sera seguito d’immigrato dell’est (non avviene lo stesso con Francesi o Inglesi, chi sa perché?!) mi trovo ad aver paura, fino a che, con un sospiro di sollievo, non cambia direzione.
E questo come mai? Perché sono io un intollerante razzista?No, non essendo io ne intollerante* ne razzista. Eppure ho paura. E mi dispiace, perché pensare che magari quell’immigrato della metropolitana era soltanto un lavoratore che tornava a casa dopo una faticosa giornata, mi fa detestare ancora di più i suoi connazionali malvagi, che mi han indotto a pensar male di lui.
Voi come la pensate? Cosa pensate che sia la soluzione ad un problema così delicato?
*(per la gente onesta, si intende, sono molto intollerante nei confronti di assassini e stupratori e simili, di qualsiasi nazionalità essi siano)
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Commenti»
cfr “Chi ha paura dello straniero”… ;)
Dici:”Vedendo poi che non c’è una concreta volontà dello stato di fermare e punire questa gente…”.
Sostiuirei quel “vedendo” con “credendo”.
Tra l’altro questo articolo mi ricorda un intervento apparso qualche mese fa su “Italians” di Beppe Severgnini, quando ci furono quella serie di stupri presso le fermate degli autobus di Milano. Era qualcosa tipo:”Sono di sinistra ma sto diventano razzista”.
Keep up the good work.
gentile Rionda, non ho letto l’articolo di Beppe Severgnini ma quello che dici che ha scritto è esattamente il mio stato d’animo (“sono di sinistra ma sto diventando razzista”), evidentemente la mie visione è condivisa da molti ;)
per la questione sostituire “vedendo” con “credendo”, beh… dico non vedo, dal momento che io NON VEDO nessun atto concreto da parte dello Stato, nessun segnale forte o simili, per cambiare le cose.
Più che altro, inviterei gli amici del forum ad esporre la VOSTRA della situazione.
Saluti
l’articolo non era di Beppe Severgnini, ma di uno dei lettori di italians, al quale Severgnini rispose..non ricordo cosa… =)
Forse mi ripeto ( difetti dell’età ) o forse la mia primitiva formazione marxista è quella che mi impone di ricercare le origini storiche e sociali che stanno alla base dei tanti problemi che assillano il nostro vivere quotidiano. Prima domanda : come mai c’è in Italia una presenza così massiccia di immigrati ufficiali e clandestini – percentualmente uguale a quella di paesi come la Francia, l’Inghilterra, l’Olanda o il Belgio che, in virtù dei loro
estesissimi imperi coloniali, hanno dato il via all’immigrazione già all’inizio del secolo XX° ?
La risposta potrebbe ragionevolmente trovarsi nel comportamento di quella parte, improvvisata e becera, del nostro capitalismo industriale ed agrario
che -una volta esaurita la miniera di mano d’opera
a basso costo proveniente dal Sud Italia – ha dato il
via all’importazione di braccia straniere senza curarsi di fornire le infrastrutture necessarie al vivere quotidinao dell’immigrato, ma badando soprattutto a risparmiare su salari e contributi.
Questo fenomeno ha avuto inizio negli anni settanta
ed ha avuto in seguito un andamento a valanga, per
effetto di imprevedibili comportamenti dei sindacati
e della scuola.
Proprio in quegli anni il concetto che il lavoro era la base fondante della società ( argomento essenziale di
tutte le teorie socialiste) cominciò a sfumare fino a scomparire del tutto. Dalla retorica dell’Inno dei lavoratori ” O vivremo del lavoro – o pugnando si morrà” si passò rapidamente a ” A salario di merda
lavoro di merda” ” Tutto va bene fuorchè lavorare”.
Con la conseguenza che i sindacati misero al vertice delle rivendicazioni non tanto l’aumento delle retribuzioni, quanto la diminuzione delle ore di lavoro.
Quanto alla scuola, che per oltre cento anni aveva riempito la memoria degli alunni delle elementari
di poesiole inneggianti al lavoro o deprecanti l’ozio
” O formica, ragno, augello
” lavorate, lavorate -
” anche questo bambinello
” come voi lavorerà”
” Il Sol che manda tanti raggi d’oro
” non li manda pegli oziosi e pei poltroni
ritenne che il tema del lavoro e soprattutto quello della parità morale di quello manuale con quello intellettuale fosse diventato obsoleto e trascurabile.
Di qui, nel volgere di pochi anni, il rifiuto del lavoro manuale da parte delle nuove generazioni fino a giungere alla massima aspirazione : guadagnare senza lavorare.
Di qui, ovviamente, nuove pressanti richieste di lavoratori stranieri importati molto spesso in modo clandestino con il tacito consenso delle autorità e con la benevola assistenza delle associazioni criminali – soprattutto quelle interessate allo spaccio ed alla diffusione della droga – che nell’immigrato clandestino trovavano spesso un soggetto facile da arruolare.
E ora le conseguenze di un grave errore politico internazionale ( ne riparleremo, oggi non voglio annoiarvi troppo) e delle norme europee hanno portato in Italia delinquenti sbandati e disperati che, in virtù di un buonismo stupido e ottuso, hanno finora goduto di una semi impunità.
La reazione pronta ed efficace dei due carabinieri di
questa mattina FORSE sta ad indicare che, da parte delle autorità, si è deciso di imboccare un’altra strada nell’interesse dei cittadini e degli immigrati stessi.
Per la seconda domanda : cosa si sarebbe dovuto fare in passato e cosa si potrà fare in futuro per risolvere in modo equo il problema degli immigrati -
proverò a darmi una risposta nei prossimi giorni.
Sempre in tema di intolleranza verso gli immigrati, più che indicare che cosa si sarebbe dovuto fare in passato credo sia meglio analizzare quello che è stato fatto e che, a parer mio, sarebbe stato meglio non fare.
A livello internazionale ecco un seguito di date e di eventi che hanno avuto l’effetto di accellerare l’ondata migratoria, in prevalenza di popolazioni islamiche .
1979 inizio della sciagurata cooperazione fra gli USA
e i mujaheddin islamici in Afghanistan contro l’intervento dell’URSS
1992 dissoluzione dello stato yugoslavo, infiltrazione dei mujaheddin islamici in Bosnia e in Albania – regioni in cui fino allora la pratica religiosa mussulmana aveva avuto una influenza minima
1999 i mujaheddin islamici hanno ottenuto l’islamizzazione di Bosnia Erzegovina, dell’Albania ed appoggiano l’insurrezione del Kossovo contro lo stato serbo. La Serbia, sotto la guida di Miloscevic,
interviene militarmente contro i mujaheddin kossovari – ma USA e NATO attaccano la Serbia col
pretesto di proteggere i kossovari perseguitati dai serbi; ma in realtà per creare una nuova enclave islamica in Europa.
Dunque dal 1979 al 2000 si sviluppa un disegno politico volto a privilegiare l’espansionismo islamico
per ottenere all’inizio la collaborazione dell’Islam nella competizione contro l’URSS e , dopo la fine del regime sovietico, la garanzia delle forniture petrolifere arabe.
L’attacco alle torri gemelle di New York ha dimostrato quanto erroneo ed infondato era
questo piano, motivato dalla ignoranza della storia
e dal cosidetto relativismo culturale degli uomini politici USA ed in parte europei.
Quanto all’effetto di questa politica sul fenomeno immigratorio in Italia, esso è facilmente controllabile con le statistiche ( anche se i dati sono
abbastanza imprecisi) che segnalano dal 1980 in avanti un continuo inarrestabile aumento dell’immigrazione islamica ( africana, araba ed europea [albanese,kossovara] ) sia clandestina che
ufficiale. Credo che valga la pena ricordare l’infausto referendum del 1987 che ha tolto all’Italia
fino ad oggi la possibilità di produrre energia nucleare : l’opinione pubblica italiana fu influenzata
proprio da quel disegno politico filo islamico che voleva garantire prodotti petroliferi a buon mercato
e che apparentemente faceva risparmiare i grandi investimenti di capitale necessari per costruire le centrali atomiche. A ciò va aggiunta l’imbecillità di alcuni ecologisti e di altrettanto imbecilli economisti che accanto al petrolio sottocosto volevano lavoratori stranieri anch’essi sottocosto.
Ora ci domandiamo il perchè dei tanti problemi sorti in Italia a seguito della grande immigrazione
e il come tali problemi potrebbero essere ovviati.
Al perchè la risposta è semplice : ogni nazione, ogni popolo ha una sua base culturale differenziata in base allo sviluppo storico. E per integrare nella società italiana ( che, pur con i suoi tanti difetti, è a livello delle società più avanzate) il capraio kossovaro, l’operaio pakistano, il contadino berbero
ci sono due possibilità : molto tempo e pochi immigrati oppure molti immigrati e leggi severissime. Non sempre l’immigrato, sia esso rumeno o magrebino, sa di commettere un reato
quando delinque secondo la legge italiana. Abbiamo avuto il caso clamoroso della famiglia pakistana che
ha massacrato e sepolto in cortile la figlia che non voleva adeguarsi allo stile di vita vetero patriarcale.
Bene, questa famiglia pensava di esercitare un diritto
sacrosanto. Abbiamo spessissimo i casi di violenza e di stupro da parte di maschi islamici ben convinti anch’essi non solo di esercitare un diritto ma della necessità che lo stato intervenga per punire la femmina violentata. Abbiamo giovinastri sud americani che ritengono perfettamente legale distribuire cocaina e rom rumeni che festeggiano in famiglia il primo furto compiuto dal ragazzino minorenne……. e così avanti !
Credo che oggi l’unica possibilità per giungere alla sperata integrazione, alla riduzione degli atti criminosi ed alla pacifica convivenza sia la TOTALE RINUNCIA DEL RELATIVISMO CULTURALE, DELLA POLITICA DI COMPRENSIONE E DI QUELLA DEL BUONISMO.
Quindi centri di educazione in cui si chiarisca bene quali sono le norme del vivere civile in Italia con l’ammonimento che la trasgressione anche di una sola norma porta all’immediata espulsione; obbligo di imparare la lingua italiana e la storia italiana; particolare attenzione ai capi religiosi islamici che debbono, essi per primi, insegnare ai loro correligionari il rispetto e l’osservanza delle norme italiane – anche se in contrasto con istituzioni come la poligamia, la sudditanza femminile al paterfamilias , l’uso di mezzi coercitivi fisici per evitare la conversione ad altra religione o ad altra cultura – strutture tutte che appartengono appunto a
società con un arretrato sviluppo storico.
Non so se ci stiamo avviando su questa strada; me lo auguro ma temo che i risultati positivi si otterranno fra molto tempo.
rispondo all’articolo di alberto, non con mie parole, ma un articolo che mi ha fatto leggere un mio amico, e che potete trovare su giannimina-latinoamerica.it:
LA TORBIDA XENOFOBIA DEI MEDIA ITALIANI
di Gennaro Carotenuto
(26 novembre 2007)
Cosa succederebbe in Italia se un pregiudicato romeno ubriaco investisse sulle strisce una signora italiana con due bambini e la riducesse in fin di vita? La risposta è facile, diverrebbe in un lampo prima notizia su tutti i media e molti sciacalli sarebbero pronti a organizzare fiaccolate, a chiedere mano dura, espulsioni e a fare passeggiate vestiti come Humphrey Bogart. Cosa succede se avviene il contrario? Questa settimana ne abbiamo avuto una ATROCE dimostrazione pratica. E i media italiani ne escono in maniera vergognosa.
La storia, nella sua crudezza, è semplice. Il giorno 20 novembre in pieno giorno, nella città di Roma, la cittadina rumena Marinela Martiniuc, 28 anni, attraversava sulle strisce nei pressi di una scuola. Spingeva una carrozzina con suo figlio Elias di appena quattro mesi e teneva per mano sua nipote Adina di 12 anni.
Sono stati spazzati via da un’auto guidata da un cittadino italiano, in evidente stato di ebbrezza, e appena uscito di galera. Il neonato è stato sbalzato a 20 metri di distanza, la piccola Adina ha avuto multiple lesioni alle gambe. La signora Martiniuc è stata per 24 ore incosciente ed in pericolo di vita. Tutt’ora è ricoverata in condizioni critiche.
Nessun giornale o gr o tg ha ritenuto opportuno diffondere la notizia. Questa è stata diffusa oggi, cinque giorni dopo, solo in una lettera inviata da Anna Maffei, presidente dell’Unione cristiana evangelica battista italiana, pubblicata dal quotidiano Il Manifesto.
Maffei invita a una riflessione sul ruolo dei media nella costruzione del clima di insicurezza e di crescente intolleranza e xenofobia fra la gente comune. Ha ragione: i media mainstream oramai formano un compatto partito del pregiudizio e utilizzano il loro sterminato potere per diffonderlo ad arte. Per un’elementare regola giornalistica infatti, se i romeni e solo i rumeni (o i rom che per il giornalista medio è lo stesso) sono tutti stupratori, assassini, ladri, autisti ubriachi, l’ennesimo cane che morde l’uomo non deve far notizia. Ma se è l’uomo italiano (pregiudicato e ubriaco) a mordere la cagna rumena, questa non dovrebbe essere una notizia più del suo stereotipato opposto? Non dovrebbe causare scandalo e vergogna che un nostro connazionale abbia ridotto in fin di vita una donna straniera e due bambini?
Sarebbe un triste paradosso, ovviamente, se solo per questo i media facessero un buon servizio all’informazione. La Maffei centra perfettamente il punto. Oggi i media mainstream, manipolando e scegliendo le notizie in maniera intenzionale, rappresentano un generatore di insicurezza sociale, intolleranza e xenofobia. E i giornali italiani che strillano l’investimento (o lo stupro, o l’omicidio) di una cittadina italiana da parte di un cittadino straniero, ma nascondono il caso opposto e sminuiscono sistematicamente i crimini dei quali gli stranieri sono vittime, vanno definiti per quel che sono: razzisti.
Per turpi fini (politici o commerciali che siano) si stanno prestando a mettere in pericolo la convivenza civile in questo paese e stanno giocando con la nostra democrazia. E’ tempo che chi ha a cuore la convivenza civile in questo paese chieda sistematicamente loro conto delle loro intenzioni e malintenzioni. Un altro giornalismo è possibile.
Quell’articolo tuttavia é “vagamente” mal congeniato. Che un crimine commesso da un immigrato susciti piú scandalo rispetto al medesimo commesso da un italiano é cosa ormai risaputa, e ovvia. Si accoda con il fatto che la percezione comunque é quella di un cittadino straniero che non riesce o si rifiuta di integrarsi in un sistema di regole sociali da noi percepito come ovvio: quando si ha la notizia di una palese infrazione a riguardo, con conseguenze per altro drammatiche, questo disagio preesistente si manifesta.
Si dimentica peró il fattore principale, quando si fa la giusta considerazione che i media manipolano le notizie per suscitare reazioni popolari: che questo contesto di integrazione difficile se non addirittura rifiutata ESISTE. L’Italia subisce un’immigrazione decisamente maggiore rispetto a quella che puó assimilare, e non ha attuato alcun tipo di politica coerente per affrontare il problema. Il problema immigrazione esiste ed é perfettamente tangibile nella vita di tutti i giorni. Nella stessa cittá di Padova ci sono quartieri del tutto impercorribili, intere zone o palazzine la cui percorrenza sarebbe a RISCHIO di vita, e sono occupate MONOETNICAMENTE, non da un miscuglio di gente dei bassifondi.
Il fatto che le carceri siano per lo piú popolate da stranieri non é un dato della propaganda mediatica. Il fatto che tra le comunitá rumene vi sia un evidente problema di integrazione e una crescente affiliazione a sistemi di micro-media criminalitá é un dato di fatto che non puó essere negato. Lo sono bene che anche gli italiani commettono crimini, ma gli italiani sono 60 milioni e i rumeni in Italia 400.000: se controllassimo le percentuali di quanti sono in prigione, capiremmo che non tutti sono luoghi comuni.
Se da una parte i media fanno propaganda nazionalpopolare, dall’altro lato spesso c’é un tipo di propaganda di medesima foggia, dove al suono di combattere ogni (ritenuto) razzismo, si rifiuta in maniera sistematica e ignorante di affrontare l’evidente problema sociale. Si tratta di intere comunitá che arrivano in Italia con una base sociale completamente diversa, spesso rara o assente istruzione, che non trovano possibilitá di lavorare ed integrarsi, e vengono assorbiti nell’ovvio giro di attivitá illecite.
A me non interessa dire che i rumeni sono tutti cosí o colá. A me interessa far capire che c’é evidentemente un problema integrativo di una buona parte della comunitá rumena (o altre) che si trova in Italia. Cosí come sosterrei che c’é un enorme problema integrativo sociale in certi quartieri di Napoli. Poi poco mi tange se mi si viene a dire che non tutti i napoletani sono cosí, questo é solo un modo di non affrontare il problema.
Va bene, tutti i napoletani non sono cosí, e tutti i rumeni non sono stupratori, peró non mi biasimate se non chiederó una politica drastica per risolvere il problema di uno stupratore italiano a Trento, cosa che ha causato un aumento del 100% dei casi di stupro nella cittadina (cioé da 1 a 2 all’anno).
Gentile Alvise, mi trovi al 100% d’accordo con te :)
Tuttavia vorrei rispondere a M!C, cioè a quello che ha espresso attraverso l’articolo di Gennaro Carotenuto.
Secondo il mio modestissimo parere*** il sopracitato giornalista ha utilizzato una notizia tragica e assolutamente degna di essere riportata sui quotidiani per fare quello che secondo me è la cosa piu sbagliata. Nel mio articolo di apertura di questa discussione parlavo appunto di questo: schierarsi per forza con l’immigrato, difenderlo ad ogni costo e chi non lo fa è un razzista xenofobo e quant’altro. Credo che sia superfluo dire ciò che è accaduto a Roma alla signora Marinela Martiniuc e famigliari sia una tremenda tragedia. Ma non è questo il punto. Se un italiano ubriaco appena uscito di galera fa una roba del genere io sono il primo a volerlo di nuovo in galera, senza pensarci un secondo. Solo che l’italiano è italiano, cioè la sua nazione è l’Italia. Anche in Italia purtroppo abbiamo assassini e criminali (a piu che sufficienza direi) e ce li dobbiamo gestire. Un immigrato non ha come paese l’Italia. Qui è un ospite. Quando poi se lo sarà meritato avrà poi diritto alla cittadinanza italiana e sarà reputato un italiano. Tutti gli immigrati hanno tutto il mio rispetto, in particolare coloro che ce la fanno a mettersi in regola. Quelli che vengono qui invece perchè pensano di fare quello che vogliono, beh, quelli non ne hanno un briciolo del mio rispetto. Se sento che uno zingaro ha ucciso 4 persone e sento dentro di me la rabbia crescere non credo che sia perchè sono razzista o xenofobo. Se lo sento tutti i giorni e comincio a non provare simpatia per gli zingari in generale non mi sento un razzista. Vi dirò, quando sento che mi danno del razzista per questo motivo mi sento un po razzista nei confronti di chi mi ha rinfacciato di esserlo…
Chiedo quindi a chi la pensa come Gennaro Carotenuto: se io provo una stima infinita per l’immigrato che si comporta bene, che trova un lavoro, che paga le tasse e non fa stupidaggini, lo ammiro sul serio e penso che dovrebbe essere esempio per moltissimi italiani, e disprezzo invece profondamente l’immigrato che viene qui e viola la legge quotidianamente, ruba, traffica in droga e nel mercato illegale….sono da definirsi razzista xenofobo??
***siamo in un blog, dove la discussione è aperta a tutti. Il mio parere può non essere condiviso, e qualsiasi altra opinione è invitata ad essere esposta. Il rispetto per le visioni non condivise è comunque sempre sottointeso e d’obbligo.
Personalmente la vedo proprio come Albe.
Apro una piccola parentesi: Il sindaco di Cittadella (PD), Massimo Bitonci, ha recentemente emesso un’ ordinanza che prevede degli standard di reddito da lavoro per gli immigrati residenti nella sua giurisdizione. Questo limite è stato fissato per 5000 euro annui; sotto questo limite è prevista l estradizione. Il principio alla base di questa ordinanza è che nessuno possa effettivamente vivere con meno di 5000 euro all’ anno, e quindi queste persone debbano in qualche modo essere legati alla micro/media/macro criminalità. Il ministro degli interni Giuliano Amato ha subito richiamato Bitonci, accusandolo di star creando una nuova legislazione all interno di cittadella, in contrasto con la politica italiana sull immigrazione.. ma vorrei chiedere: Il Sig. Amato pensa davvero che raccattare dei poveracci sbarcati da dei relitti, chiuderli in un centro di accoglienza mal organizzato e sovrappopolato, per poi sbatterli sulla strada possa essere considerata una politica sull immigrazione?????
Il Diritto Internazionale, a cui ovviamente l Italia non puo sottrarsi prevede che venga dato asilo tutte quelle persone che non possono esercitare a pieno le propria libertà nei loro paesi;queste persone hanno il pieno diritto di stare in quel paese e di integrarsi, ma hanno anche il dovere di relazionarsi a quello che è l ordinamento vigente nel paese ospite.
E mi chiedo
1- Come può un immigrato, giunto nel nostro paese e lasciato a se stesso trovarsi un lavoro, una casa e una nuova vita se L italia non è in grado di aiutarli? e questo mi spinge a rispettare moltissimo quelli che ce la fanno.
2- Sono razzista se gradirei scortare personalmente al confine tutti coloro che non meritano il loro stato di rifugiati? Oltre ai criminali, quei rom che non mandano i lor figli alla scuola dell obbligo (tra l altro offerta da noi) perche la loro cultura non prevede l istruzione. o musulmani come l’ Imam di Milano che in un intervista spiegava candidamente quando fosse facile aggirare la legge italiana contro la poligamia( sposando una donna con rito civile e le altre solo con quello religioso).
Personalemte trovo che ormai quella del “sei un razzista” sia diventata per noi una schiavitù! nessuno può mai esprimere le sue opinioni in totale serenità, c’è sempre nell’aria il rischio di venir tacciati come razzisti, come xenofobi, come intolleranti. Ora, io mi trovo perfettamente d’accordo sul fatto che tanti ormai parlino e straparlino senza essere informati, esprimano opinioni di getto senza pensare realmente a quanto stanno dicendo ( e probabilmente spesso sono io la prima a farlo!) però trovo che, di rimando, ci siano molti che di getto a loro volta, saltino subito alla conclusione ” sei un razzista!”. Mi disturba l’uso ,a mio parere spropositato ,che si fa di questa parola….personalmente lo associo alle mostruosità che sono state commesse…faccio fatica quindi a utilizzarlo in contesti diciamo “inferiori”.Io credo che l’intolleranza dilagante dei nostri giorni non sia frutto di solo razzismo; l’intolleranza nasce soprattutto dalla paura, dal pericolo, da una minaccia effettiva e reale. La condizione di pericolo è una realta, non è mossa da una semplice ideologia per cui “la mia razza è migliore della tua”, l’intolleranza è nei confronti della minaccia effettiva, musulmana o cristiana, italiana o straniera che sia.
Si tratta di non accettare chi viene “a casa nostra” a rubare, ammazzare o violentare, chi si presenta a noi come “un nemico”…ora è logico e sacrosanto dire di non fare di tutta l’erba un fascio, di non generalizzare, allora però mi piacerebbe che non si generalizzasse neppure sul versante opposto : sono spaventata, ho paura che questo flusso di delinquenza, che questi atti terroristici arrivino fino a me e vorrei trovare il modo di tenerli lontani….sono razzista? La xenofobia è l’odio per tutto ciò che è straniero…. io odio solo ciò che rappresenta una minaccia.