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“Ferrara e l’aborto a Napoli”

febbraio 17, 2008 Inviato da sach in : Curiosità, l'italia secondo noi, Scienza

Dopo aver ricevuto una segnalazione (grazie Lorenza) riguardo un’intervista a Giuliano Ferrara, uscita sul Corriere della Sera, sul caso della donna che ha abortito a Napoli dopo la ventunesima settimana di gravidanza, mi sono informato sui fatti e mi sono fatto un’idea, per quanto vaga, di quello che è successo.

Riassumendo brevemente, la donna ha abortito poiché al feto era stata diagnosticata la sindrome di Klinefelter(1). Successivamente, in seguito ad una telefonata anonima, al policlinico è stata inviata una pattuglia della polizia a controllare la regolarità dell’intervento. Nell’articolo in questione, Giuliano Ferrara, apertamente schierato contro l’aborto, ironizza sulle circostanze in cui quest’ultimo è avvenuto (“mi faccio le analisi del sangue per vedere se ho la sindrome di Klinefelter” ).

Nella sua e-mail, Lorenza si è detta indignata delle parole di Giuliano Ferrara, e mi ha chiesto un commento sull’articolo (per quello che vale).

Bene, fermo restando che il tema dell’aborto è piuttosto delicato per le implicazioni etiche e filosofiche, oltre che mediche, che comporta, e che per quanto mi riguarda sono favorevole all’aborto terapeutico in alcuni casi, in questa particolare situazione mi trovo d’accordo con Ferrara sul fatto che non ci fossero gli estremi per l’operazione, secondo quanto sancito dalla legge 194(2), per due motivi: il primo, di natura puramente legale, è che questo intervento ha violato le norme della suddetta legge per quanto riguarda l’aborto in gravidanze di durata superiore ai 90 giorni, che ne consente l’uso solo nel caso in cui la gravidanza costituisca un rischio di vita per la donna. Il secondo è invece di natura etica. La sindrome di Klinefelter infatti, visti i sintomi che l’accompagnano, non costituiva secondo me una ragione sufficiente a giustificare un aborto, nemmeno nei primi 90 giorni.

Ma qui rientriamo nell’ambito puramente etico e filosofico del discorso. Chi giudica infatti quando l’aborto diventa omicidio? E chi decide in quali casi l’aborto sia una soluzione migliore per il feto stesso rispetto alla vita?

È chiaro che per rispondere a queste domande un articolo di questo tipo non è sufficiente. Ad ogni modo spero di avere dato una risposta esauriente a Lorenza, e invito chiunque ad esprimere la propria opinione in merito.

 

Commenti»

1. Lorenza - 18 febbraio 2008

Sono perfettamente daccordo con te, sono convinta che nel caso di Napoli non c’erano gli estremi per procedere all’aborto. Forse non mi sono spiegata ma quello che ha urtato profondamente la mia sensibilità è stato come Ferrara ha impostato l’articolo.
Ha usato un tono ironico e scherzoso tirando in ballo i suoi testicoli per parlare comunque di una tragedia dovuta probabilmente ad una sbagliata comunicazione da parte dei medici. Un giornalista sensibile non l’avrebbe mai fatto.
Io rispetto tutti i punti di vista e mi piacciono le persone che sposano una causa ma, come ti ho detto di Ferrara io non mi fido…..

2. nonna - 1 marzo 2008

Ritengo Ferrara un ottimo conduttore di dibattiti,ma in questo momento il suo intervento sull’aborto mi ha dato molto fastidio.Per quanto riguarda quella sindrome voglio saperne di più prima di pronunciarmi.

3. Davide - 8 marzo 2008

Io penso solo che Ferrara, prima di scendere nell’agone politico a favore della vita, dovrebbe – lui per primo – dare il buon esempio e partorire quei 15/20 feti che da oltre 10 anni tiene in ostaggio…

4. Davide - 8 marzo 2008

E comunque nessuno ha il diritto di fare della facile ironia sulla forma fisica di Ferrara – su questo son proprio d’accordo con Benigni…


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