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Un po’ d’Israele da disabile

aprile 21, 2008 Inviato da sach in : (dis)abilità, Reporter Senza Barriere

Articolo di alleggerimento…

Recentemente sono stato in vacanza in Israele, e come per il mio precedente viaggio a New York, ho deciso di scrivere le mie impressioni in quanto disabile, sperando che risultino utili anche ad altri.

mappa di israele

Premetto che la mia patologia è una tetraplegia leggermente incompleta.

Detto questo, prima di tutto il viaggio in aereo, accumulata un po’ di esperienza, non è assolutamente un problema. In aeroporto viene messa a disposizione l’assistenza per il check in, il bagaglio e tutto il resto. Passata la sicurezza, con una perquisizione di routine, in quanto il metal detector non funziona con la carrozza, siamo scortati al gate. Al momento dell’imbarco, si sale per primi, si lascia la carrozzina appena prima dell’ingresso in aereo per trasferirsi su una speciale che passi lungo i corridoi fino al proprio posto, su cui ci si trasferisce per la durata del volo. Se il volo è lungo, la stessa sedia viene messa a disposizione per raggiungere il bagno. All’arrivo si scende per ultimi, e si recupera la propria carrozza appena fuori dall’aereo.

Passando al viaggio vero e proprio, la prima tappa è stata Gerusalemme.

Arrivati alle 4 di mattina, siamo stati accolti da un albergo (il Mount Zion) con un ingresso agibile e una stanza con bagno accessibile. Tramite mia zia, che abita lì, siamo venuti a conoscenza del fatto che esiste un’associazione che ci ha messo a disposizione una sedia doccia.

Fino a qui tutto bene. I problemi però non si sono fatti attendere, e si sono presentati durante il giro nella città vecchia, la parte più mistica e bella della città.


Dome of the Rock – Foto by Sach

Ebbene, se siete costretti su una sedia a rotelle e non avete qualcuno disposto a tirarvi su e giù per gradini e pietre sconnesse, purtroppo potete scordarvi di visitarla.

A parte la città vecchia, che costituisce una piccola parte dell’attrattiva di questa fantastica città, non ho trovato grossi problemi. Il Muro del Pianto è raggiungibile, così come gli scavi del tempio e la Torre di Davide. Anche Yad Vashem, il memoriale dell’olocausto, è naturalmente accessibile.

Purtroppo la mia visita di Gerusalemme si è limitata a questo, visto che, per mia fortuna, ero già stato prima dell’incidente.

Dopo Gerusalemme ci siamo spostati in macchina a Nachsholim, una località turistica balneare affacciata sul Mediterraneo, e ci siamo comodamente sistemati in una specie di villaggio vacanze costituito da mini appartamenti mono o bilocali. Il nostro era accessibile, anche il bagno, salvo che sta volta la sedia doccia non c’era e ci siamo dovuti “arrangiare in qualche modo”.

Di qui, date le distanze contenute, ci siamo spostati sempre in macchina a Tiberiade, cittadina affacciata sull’omonimo lago, dove non siamo scesi per proseguire verso le rovine di Kfar Naum o Kafarnao. Se vi interessa l’archeologia è piuttosto bello, ma non molto accessibile a causa di gradini e simili.

Di qui abbiamo proseguito verso Zfat, la città più alta di Israele. Ed è infatti arrampicata sulla cima di un monte. E’ facile quindi immaginare che alcune strade, in particolare in città vecchia, abbiano una notevole pendenza. Se volete visitare le sinagoghe di questa città, quelle per cui è famosa, sappiate che sono ricche di fascino, storia e barriere architettoniche (i soliti scalini).

Poi abbiamo visitato Akko o San Giovanni d’Acri, con la sua fortezza crociata e la moschea. La città si visita piacevolmente, salvo un po’ di sballottamento dovuto alla pavimentazione irregolare tipica delle città antiche, e qualche gradino (per la verità aggirabile con un po’ di furbizia). La fortezza è stata resa accessibile con rampe ed elevatori, mentre la moschea è raggiungibile solo tramite una ripida scalinata.

La tappa successiva è stata Cesarea, famosa per le rovine romane ben conservate affacciate sul Mediterraneo, e meta turistica balneare. Tutto il complesso delle rovine è accessibile, con addirittura percorsi dedicati (non che sia così vasto, ma lo sforzo va apprezzato). Vi consiglio anche un giretto nella zona residenziale, potreste essere tentati dalle splendide villette immerse nel verde, e comprarne una.

L’ultima tappa prima di ripartire per l’Italia, è stato un centro commerciale a Ranana, dove c’è tutto e solo quello che potreste aspettarvi da un centro commerciale il venerdì pomeriggio: negozi, baretti e tanti giovani. Uno splendido spaccato di normalità occidentale, difficile da immaginare in questo paese da noi europei-americani. Il tutto ovviamente accessibile.

E con questo si conclude il reportage. Vi lascio invitandovi a condividere le vostre esperienze di viaggio, diventando dei, si potrebbe dire, REPORTER SENZA BARRIERE.

 

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