Che bello, oggi è vacanza! È il 25 Aprile!
Si, ma perchè è vacanza? Si festeggia qualcosa?
Mah, non so… Sarà qualche Santo importante…
Si si! Hai proprio ragione, è San Libero!
Non è esattamente san Libero, però è vacanza ed è il 25 Aprile.
In particolare oggi ricorre l’anniversario della liberazione.
Dicci di più! Dicci di più!
Va bene. Ecco, il 25 Aprile del 1945 il CLNAI, Comitato per la Liberazione Nazionale Alta Italia, coordinò le brigate partigiane, che dal 1943 con l’aiuto delle forze alleate avevano dato vita alla resistenza, e tra il 25 e il 29 di questo mese attuò la liberazione del nord italia dalle truppe tedesche.
Allora è una festa importante!
È importante si, importante da ricordare, perchè in fondo se l’Italia è una Republica, se ha una Costituzione e se possiamo godere di tante libertà che oggi diamo per scontate, nel bene e nel male lo dobbiamo anche al 25 Aprile.
Ma insomma cos’è successo di preciso?
Non fate i pigri e informatevi. Se volete un suggerimento, cominciate da qui.
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Commenti»
Sì, la Liberazione è senz’altro uno degli episodi più importanti della storia moderna del nostro paese.
E’ un periodo tragico per il nostro paese, che si vedeva diviso tra Repubblica Sociale e Regno del Sud, la prima fazione alleata ai Nazisti e la seconda agli Americani.
Nel paese infuria la guerra civile, risoltasi con la vittoria degli Alleati e del CLN e la disfatta dei Nazisti. Molto sangue italiano è stato versato (repubblichino e partigiano). In questo giorno di fasta,è giusto e doveroso ricordare gli eroi del nostro paese, morti per difendere la Patria in nome dei propri ideali. E’ grazie a loro che ora viviamo in un paese libero.
As time goes by……Certo il tempo che passa sbiadisce i colori, le immagini ma anche i sentimenti, i pensieri – mi pare che questo effetto sia particolarmente evidenziato nel caso del 25 Aprile. Da molti anni ormai la celebrazione di questa giornata è affidata ad Autorità che svolgono il loro compito correttamente ma con poca convinzione e forse poco interesse.
Temo che si tratti di un riflesso delle tante revisioni storiche che hanno interessato il periodo "8 settembre 1943-25 aprile 1945" fino a qualificarlo una guerra civile fra italiani fascisti ed italiani antifascisti.
Credetemi, non è così. Il fatto di aver vissuto quel periodo in prima persona mi spinge a cercare di darvi una visione il più possibile vicina alla verità.
L’8 settembre 1943, data dell’armistizio ( o meglio della resa alle potenze alleate) tutto il popolo italiano pensava che finalmente fosse giunto il momento di liberarsi per sempre
della presenza in Italia delle armate tedesche. Anche i moltissimi italiani che erano stati membri del partito fascista
e che avevano applaudito Mussolini fino a poco tempo prima
erano pronti a sostenere questa linea politico-militare.
Tutti immaginavano che gli alti comandi militari italiani avessero predisposto un piano destinato a sorprendere l’ex alleato germanico e a cacciare fuori d’Italia i suoi soldati.
Ci si aspettava coraggio, spregiudicatezza, aiuto dagli alleati ed anche gravi sacrifici ; non si ebbe niente di tutto questo.
La codardia della casa regnante, l’incapacità dei quadri militari,
la confusione degli appena rinati partiti democratici unite ai dubbi degli alleati lasciarono che poche decine di migliaia di soldati tedeschi ( organizzati e guidati da un piano strategico preparato da tempo nei minimi dettagli e basato più sull’effetto psicologico che su quello militare) annientassero
in pochi giorni tutte le strutture dell’esercito italiano.
Nonostante questo disastro nel popolo si radicò l’idea che era iniziata la guerra di liberazione, voluta questa volta sì dalla stragrande maggioranza degli italiani. Lo stesso Mussolini dal luogo dove era detenuto inviava al Maresciallo Badoglio un messaggio in cui diceva di essere pronto a collaborare; ma ahimè Badoglio e il Re e lo Stato Maggiore erano già scappati
a Brindisi …..
Nel frattempo, sempre in attuazione di un piano ben studiato,
le truppe tedesche prendevano il controllo di tutte le strutture
pubbliche italiane e liberavano Mussolini portandolo in Germania e riducendolo a un burattino sotto il loro assoluto controllo.
Ma tutto quello che seguì non fu che la conferma della volontà popolare di combattere l’invasore nazista : il simulacro di governo fascista della RSI stava rinchiuso in poche case di Salò;la leva del nuovo esercito repubblichino non dava risultati nonostante le promesse di buoni stipendi in caso di arruolamento e le minacce di fucilazione in caso di renitenza.
Mentre a Sud i volontari del CVL accorrevano ad arruolarsi in numero maggiore di quanto potesse effettivamente essere utilizzato; e la stessa cosa accadeva nelle montagne dove i
partigiani – pur dovendo spesso utilizzare a turno le scarse armi – erano in grado di controllare intere province.
Per quasi un anno e mezzo le valli, le pianure, le periferie delle citta occupate dai tedeschi furono rifugio di sbandati, renitenti alla leva, sfollati dalle zone bombardate, che potevano contare sulla protezione e sull’aiuto di tutto un popolo pronto a dividere pane e un tetto con i perseguitati.
Dunque non guerra civile, ma guerra di liberazione, guerra di popolo. Quanto ai pochi che per fanatismo cieco, per ambizione criminale o avidità di guadagno si adeguarono
alla volontà degli invasori germanici, oggi possiamo ricordarli con pietà ma senza scusarli.
….Per me il 25 Aprile é il mio onomastico…San Marco e se il
tempo é bello andrò al mare….!!!
Bè+ per noi giovani è la festa bdelle scampagnate … ci divertiamo
e kissa k cosa combiniamo …mattia ti amooooooo