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“Caro Grillo, dove vuoi arrivare?”

settembre 17, 2007 Inviato da sach in : Libertà, Politica

Dopo il V-day il “caso Grillo” è diventato un argomento di discussione piuttosto diffuso. La sua raccolta di firme per la “legge V” ha fruttato oltre 300.000 consensi, il suo appello sul blog ha portato decine di migliaia di persone in centinaia di piazze italiane.

In poche parole un vero successo che ha dato un bello scossone alla politica e ai suoi rappresentanti, che hanno dovuto prendere atto di quanto poco popolari siano tra i loro elettori, siano essi di destra o di sinistra.

grillo_vday.jpg

Vedremo nei prossimi mesi se tutto questo è stato “molto rumore per nulla”, come spesso accade in questo paese, o se l’eco rimarrà sufficientemente forte da disturbare i timpani dei “colli romani”.

Nel frattempo Beppe Grillo lancia un’altra sfida alla politica, questa volta a quella periferica delle realtà comunali, promuovendo la candidatura di liste civiche apartitiche che lui approverà e supporterà sul suo sito.

Queste liste, in buona sostanza, dovrebbero essere fatte da privati incensurati (ovviamente), non appartenenti ad alcun partito.

Ma dove si vuole arrivare con il lancio di questa iniziativa? E’ vero che, come dice lo stesso comico, i cittadini devono riappropriarsi della politica, ma appellarsi alle persone perchè si improvvisino politici non sarà esagerato?

I candidati poi, non dovrebbero appartenere ad alcun partito. Certo, ma dovranno pure esprimere idee e opinioni, dovranno pure dare un nome alla propria lista, e questo non rischia di portare ad avere centinaia di micro-partiti, che si differenziano per inezie?

La politica va riformata certo! Ma eliminando partiti, eliminando politici, non creandone di nuovi!

Grillo è stato tacciato di “qualunquismo1. Cosa significa questa parola? Ho dovuto cercarne il significato, e da solo non ci sarei mai arrivato! Significa avere un atteggiamento di rifiuto o indifferenza verso la politica, più precisamente, considerare la politica inutile al fine del vivere associato, in quanto si ha sfiducia nei partiti e si considera il bene privato molto superiore a quello collettivo.

Io non credo che questa parola si addica del tutto alla “predicazione” di Grillo, anzi, quest’ultima iniziativa parrebbe andare in direzione opposta.

E’ comunque vero che viviamo in un momento difficile, in cui la fiducia nella politica è davvero minima. Tuttavia questa è il mezzo attraverso cui opera una democrazia.

Al giorno d’oggi non è pensabile che tutti si occupino personalmente della politica, come accadeva 2000 anni fa nelle poleis greche! E’ per questo che si delegano dei rappresentanti con idee più o meno simili alle nostre, che ci sostituiscano nell’aspetto dell’amministrazione degli affari pubblici.

Il problema è che in questo momento non ci sono dei rappresentanti in cui ci sentiremmo di riporre il nostro voto, cioè il nostro potere di governare.

Ecco perchè il v-day ha avuto tanto successo tra la gente ed è stato tanto criticato dai politici. E questo va bene, bisogna continuare a premere perchè la classe, o casta, politica si riformi, migliori, renda noi cittadini orgogliosi dei nostri rappresentanti, come accade in altri paesi!

Ma di qui, a chiedere alla gente di improvvisarsi “politici per un giorno”, scusate, ma mi sa più da reality su canale5 che da vero mezzo di rinnovamento della politica!

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Commenti»

1. Davide - 17 settembre 2007

Ciao Paolo,
leggo con molto interesse il tuo ultimo post.
A me Grillo appassiona, da sempre seguo il suo blog e da sempre (anche prima di sempre) condivido la sua carica antipolitica, che tutti ultimamente gli rinfacciano.
Tu – e come te illustri firme dei principali quotidiani nazionali (cfr. l’articolo di oggi di Maltese su repubblica) – cominci a avanzare qualche dubbio non tanto sui fini, nobili e totalmente condivisibili, quanto piuttosto sui mezzi, approssimativi e incerti.
Tuttavia ti sottopongo le seguenti note:

-ti sembra davvero che le idee e le iniziative di Grillo possano a buon diritto rientrare nel novero delle azioni qualunquiste e anche – come gli rimproverano – populiste e giustizialiste? Son tre cose diverse ma a me pare, per limitarmi al qualunquismo che tu citi nel tuo post, che in Grillo non ci sia un “atteggiamento di rifiuto o indifferenza verso la politica, più precisamente, considerare la politica inutile al fine del vivere associato, in quanto si ha sfiducia nei partiti e si considera il bene privato molto superiore a quello collettivo”, anzi: non è indifferente ai politici, li distingue non con criteri di destra e sinistra ma con criteri personali tipo “corrotto e/o condannato vs onesto e/o con la fedina penale pulita”, un esempio per tutti è la stima che prova per Di Pietro. Non è indifferente alla politica: quel che fa lo fa per fare in modo che essa torni ai suoi antichi fulgori, come nella polis greca, come quando cioè la rappresentanza democratica nasceva dal basso e dal basso veniva controllata, questo mi sembra sia il senso del suo concetto di democrazia. Che anteponga poi il bene collettivo a quello privato mi sembra evidente, posto che è sempre possibile che i diavoli si travestano da angeli, cioè che Grillo sia un novello Berlusconi o chi per lui e ciò che fa lo fa solo per il Potere.

-circa le liste civiche certificate: non credo che i responsabili dei meet-up, quelli invitati a formare delle liste civiche, siano degli sprovveduti o abbiano velleità di fare i politici per un giorno; credo piuttosto (e qui parlo per piccola esperienza personale, avendo io conosciuto uno dei coordinatori di un meet-up) che siano persone non solo “pasionarie” ma anche e soprattutto capaci, competenti e soprattutto consapevoli che devono ancora crescere, auto-formarsi per poter averun buon governo di anche sono un piccolo comune; d’altra parte i nostri signori politici non nascono mica imparati: hanno imparato l’ars politica, perchè non potrebbero riuscire a farlo anche i meet-up? Ci sono poi strumenti e logiche di accompagnamento e transizione all’occorrenza!

-In ultima un ragionamento tutto mio: in questa fase “destruens” di una classe dirigenziale che più nessuno sopporta, per i loro privilegi e sozze connivenze, perchè non proviamo a non pre-correre i tempi circa le possibili criticità dei grilliani e non almeno sfruttiamo la loro carica dirompente per ottenere almeno un obiettivo minimo: far presente ai nostri governanti che “Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo. I governi dovrebbero temere il popolo”?

ciao, a presto!

Davide

2. "L'Italia secondo noi" - 17 settembre 2007

@ Davide
leggendo il tuo commento mi pare di capire che tu sia piuttosto d’accordo con Grillo…
Anch’io ho trovato senz’altro ammirevole il v-day e le proposte che portava e, se leggi bene, ho detto che non credo che l’aggettivo qualunquista si addica al comico.
Non so chi raccoglierà la sfida lanciata da Grillo, ma se tu dici che potrebbero essere persone valide, lo prendo in atto.
Non pensi però che la candidatura di “liste Grillo” apartitiche in qualche modo debbano essere schierate?
E questo non potrebbe portare alla lunga alla formazione di un “partito Grillo”?
Eppure sono proprio i partiti che Grillo critica.
Io non sono contrario alla formazione di un nuovo partito di origine popolare, anzi, potrebbe dare una svolta alla politica.
Ma sempre di partito e di politica si tratta, e questo non è contraddittorio nelle intenzioni apartitiche e apolitiche di Grillo?

3. Davide - 17 settembre 2007

C’è senz’altro il rischio, è indubbio. Tuttavia potrebbe anche configurarsi uan situazione del genere: la formazione di una rete di liste civiche non necessariamente omogenee, ovvero formate, a seconda dei luoghi e delle problematiche del territorio, da persone che, pur apartitiche, propongono soluzioni affini a quelle di dx e sx. Questo secondo me non è necessariamente contraddittorio e per quanto riguarda Grillo, bhe lui potrebbe diventare il fustigatore e il censore di chi, all’interno della sua rete di civiche, non rispetta i suoi crismi (che dice pubblicherà fra qualche giorno) o traligna verso la vecchia solfa partitocratica.

Staremo a vedere!
Comunque sempre in campana!

Ciao, a presto.
Davide

P.s.: ti ricordi il mio post sull’11/9? che ne pensi?

4. "L'Italia secondo noi" - 17 settembre 2007

O.T.
Ti ho risposto qui…commento #4.
ciao

5. zillo - 18 settembre 2007

mah! spesso le liste civiche fanno solo confusione e magari fungono anche da “liste civetta”.. con la certificazione di “beppegrillo.it” potrebbe essere anche peggio… però il pensiero che sta alla base è condivisibile! E cioè che almeno, nelle elezioni locali, i cittadini si riavvicinino alla cosa pubblica. Come dice Davide più su: staremo a vedere!

6. Albe - 18 settembre 2007

io son pienamente d’accordo con i dubbi espressi in questo articolo. L’intenzione di Grillo e i suoi propositi sono sicuramente encomiabili e ammiro lo sforzo e l’impegno sociale del comico. sicuramente sta dando una scossa ad un sistema marcio e fossilizzato.
tuttavia io credo che sia difficile fare politica (perchè è politica quella che sta facendo grillo) in maniera “apolitica”.
non cerdo sia possibile pensare ad una politica italiana guidata da un sistema “apolitico”. non pare anche a voi un paradosso??

7. "L'Italia secondo noi" - 18 settembre 2007

A mio avviso il termine qualunquismo si dissocia moltissimo, come diceva Paolo, dalle iniziative e dalle idee “Grilliane” (passatemi il termine). Riferendosi a qualunquismo infatti mi viene in mente un’ apatia che rende l individuo indifferente a qualunque possibile cambiamento, dato da un rigetto verso la classe politica (da noi perfettamente comprensibile). Tuttavia credo sia proprio questo atteggiamento che ha permesso il formarsi di una situazione come la nostra: il popolo separato e lontano dalla politica, una classe politica favorita da mille privilegi e piu interessata ai propri interessi piuttosto che a quelli della nazione.
Negli ultimi anni seguo molto Beppe Grillo; i suoi spettacoli il suo blog e le sue iniziative. Dalla politica all’energia passando per l’economia tutto mi sembra tranne che sia un atteggiamento qualunqista.
Quanto all’ingresso in politica delle liste.. Nn so bene cosa pensare: da una parte l’ingresso di nuovi partiti potrebbe rendere ancora più fragile e debole la situazione politica ma dall’altra.. è proprio forse quello che ci vuole. Io sogno la nascita di partiti politi che si staccano dalle ormai fossilizzate e morte divisioni in destra e sinistra. Partiti forti capaci di presentarsi con un programma autoritario e ben deciso sui vari punti cruciali che andrebbero sistemati nel nostro paese.
Non è impossibile: sono rimasto ammirato dalla situazione francese: primo ministro autoritario che si presenta nn con mille promesse ma con un programma ben definito e affida l’incarico a ministri di cui si fida: ad un consiglio di ministri formato indifferentemente da uomini e donne di sinistra e di destra, scelti per le loro capacità e non per le loro ideologie. Quando capiremo che sinistra e destra sono morte forse riusciremo a mandare a casa questi politici inutili (anzi peggio, dannosi) e forse a fare qualcosa di buono per questo paese.
Come spesso dice Grillo nei suoi spettacoli, la gente lo ascolta perchè lui rappresenta la loro ultima spiaggia, ma io voglio credere che possa fare qualcosa di buono e significativo.
Bernardo

8. andrea - 18 settembre 2007

Io non credo che beppe grillo riuscirà a fare qualcosa di significativo e che duri nei prossimi anni e prevedo,ma sono pronto ad essere smentito, che le sue liste civiche saranno un grande flop.Se infatti ci lamentiamo tanto dei nostri parlamentari(e qulche volta a ragione) non vedo come le persone che si presentano nelle liste di Grillo possano essere tutte buone,sante e intelligenti. Sono anche contrario al fatto che un parlamentare possa restare solo due legislature,perchè in questo modo ci sarebbe un ricircolo continuo di persone, nuove quanto volete e giovani quanto volete, ma che non riuscirebbero ad avere nessuna esperienza e preparazione. Per cui mi vanno quasi meglio i cosiddetti “professionisti della politica” che possono sempre essere mandati a casa con le elezioni. Infine sono d’accordissimo con bernardo quando dice che ormai le differenze tra destra e sinistra, almeno per noi che siamo cresciuti dopo la caduta del muro di Berlino, non hanno più senso, e preferiamo molto di più persone che hanno la capacità e il coraggio di decidere su poche ma importanti questioni circondandosi di uomini e donne che giudica capaci senza guardare alla loro appartenenza politica.


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