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“Cosa facciamo oggi? Mah…entriamo a Gaza con 40 carri armati…”

settembre 27, 2007 Inviato da sach in : Libertà, Politica

Leggendo gli articoli di tanti giornali, è inevitabile incappare spesso nel conflitto israelo-palestinese.

Di solito i titoli suonano più o meno così: “Incursione dell’esercito israeliano nei territori. 5 le vittime.” Poi si prosegue nella lettura “i militari sono entrati a Gaza questa mattina con mezzi pesanti, hanno demolito un’abitazione e catturato miliziani di Hamas. 5 le vittime, tra cui un civile”.

Ho notato che raramente i giornali riportano i motivi per cui Israele lancia le sue offensive, lasciando troppo spesso spazio a congetture personali. A volte sembra persino che non ci sia uno scopo in questi attacchi. Come se Barak si svegliasse la mattina e, volendo rendere meno monotona la giornata, si divertisse a mandare militari poco più che ventenni a combattere.

Non si legge quasi mai che questo stato di guerra permanente pesa come un macigno sui cittadini israeliani, che sono costretti a pagare tasse esorbitanti per difendere la propria sicurezza.

Che l’esercito israeliano è fatto da giovani della mia età, che per quella tragica situazione sono costretti a servire il proprio paese, spesso a costo della vita, con un servizio militare obbligatorio di due anni e più.

Che i bambini delle scuole, quando vanno in gita, devono avere una scorta armata, formata spesso da volontari.

Che ai bambini viene insegnato fin dalle elementari a usare maschere anti-gas o a segnalare la presenza di pacchi o borse sospette.

A leggere il giornale sembrerebbe che la situazione sia tragica solo per i palestinesi. Non che non lo sia, ci mancherebbe. Ma questo lo sanno tutti. Pochi invece si domandano come sia per gli israeliani la situazione.

Israele ha commesso molti errori. Ma il più grande è stato di aprirsi al dialogo con chi ha giurato di non smettere di combattere fino alla cancellazione dello stato ebraico. Non c’è dialogo  con chi non ci sente.

Israele riceve quotidianamente acquazzoni di critiche, per aver aperto un ombrello contro la pioggia di missili Qassam che colpiscono le sue città, spesso da parte di quelle stesse persone che si schierano con Calderoli contro le moschee. Mi sembra ipocrisia questa, o mi sbaglio?

Spero che in medioriente si raggiunga presto una soluzione, ma nel frattempo, facciamo attenzione a puntare gli indici.

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Commenti»

1. Annetta - 30 settembre 2007

dopo aver letto l’articolo mi sono chiesta cosa avrebbero commentato i lettori.. ma scorrendo il mause verso il basso.. niente, nemmeno un commentino.
ma in realtà lo sapevo benissimo che nessuno avrebbe commentato per il semplice motivo che la maggior parte dei cittadini italiani sono totalmente ignoranti riguardo al tema. quelli messi meglio sanno si e no la storia a partire dal 1948 (anno della fondazione dello Stato di Israele), che è già qualcosa, gli altri sono convinti che questo staterello sia stato messo lì per caso, che i membri delle Nazioni Unite (furono loro a spingere per la nascita di due diversi stati, quello palestinese e quello ebraico) un giorno trovandosi senza nulla da fare decisero di fare un gioco, così a uno di loro si bendarono gli occhi, e dopo che questo ebbe indicato un punto sulla cartina geografica mondiale, si decise che quello sarebbe stato il luogo in cui fondare lo Stato di Istraele.
pochi, decisamente troppo pochi sanno che la storia del popolo ebraico nasce 4000 anni fa con un certo Abramo, suo figlio Isacco e suo nipote Giacobbe; che questo nuovo popolo 4000 anni fa si stabilì a oriente del delta del Nilo e ( forse questa è la parte più conosciuta) che per 400 anni fu schiavo degli egiziani; che un “primitivo” Stato di Israele nacque già nel 1020 a.C. con il re Saul..
solo successivamente questo territorio venne conquistato dagli assiri-babilonesi, poi da siriani, romani; venne a far parte dell’impero bizantino, venne conquistato dagli arabi, poi dai crociati, e successivamente dai turchi ottomani.
Che, saltando, mille avvenimenti, 23 ore dopo la nascita dello Stato di Israele gli eserciti regolari di Egitto, Giordania, Siria, Libano, e Iraq, invadevano il paese; che le zone coltivate erano enormemente aumentate. Circa 20.000 ettari di terra furono rimboschiti e furono piantati alberi lungo quasi 800 Km di strade (“forse” è per questo che territori prima desertici di cui non importava niente a nessuno cominciarono ad essere zone ambite dai palestinesi)..eh già, la storia di Israele è molto più lunga e potrei continuare per altre 10 pagine a raccontare le vicende di questo particolarissimo popolo (cosa che farò se il proprietario del blog, nonchè mio fartello, vorrà pubblicare l’intera storia del “popolo di Israele”); molto più lunga di un articoletto con scritto appunto: “Incursione dell’esercito israeliano nei territori. 5 le vittime.I militari sono entrati a Gaza questa mattina con mezzi pesanti, hanno demolito un’abitazione e catturato miliziani di Hamas. 5 le vittime, tra cui un civile”.
tutti parlano delle vittime palestinesi in seguito ad attacchi israeliani, ma nessuno parla della pazzia dei terroristi che si fanno esplodere in discoteche piene di giovani, del terrore con cui lo Stato di Israele deve convivere ogni giorno.
E pensare poi che quel paese è così affascinante, così denso di storia e cultura, di mondi diversi che in alcuni sognanti momenti riescono a vivere assieme, ed è davvero una sofferenza vedere che il mio paese, l’Italia, non sta muovendo un dito per aiutarlo, e non sto parlando di militari, ma di Informazione.
mi fanno davvero ridere quelli che accusano Israele di essere la causa del dolore e della sofferenza del popolo palestinese, perchè gli unici veri nemici sia del popolo palestinese che di quello ebraico, e di tutti i popoli occidentali, sono i terroristi.

2. nonnoren - 30 settembre 2007

Benissimo, concordo pienamente con quello che scrive Annetta – che evidentemente ha una vocazione per le analisi storico-politiche.
Vorrei aggiungere solo una cosa : nel 1948 Israele era diventato il luogo di redenzione e di rinascita per gli ebrei scampati allo sterminio nazista. L’ostilità dei paesi arabi era fomentata da esponenti nazisti rifugiatisi in Siria, Egitto, Irak ecc. dopo la sconfitta
del 1945; in quegli stessi paesi erano presenti partiti e organizzazioni filonaziste. Un lungo, sanguinoso percorso di oltre sessanta anni lega, con uguali motivazioni ideologiche ed uguali metodi, il nazismo di allora col terrorismo di oggi.
Chi non vuole un drammatico ritorno ANCHE IN EUROPA dei tempi bui della dittatura hitleriana deve avere il coraggio di schierarsi a fianco di Israele.

3. max - 8 ottobre 2007

certo che è ipocrisia putroppo..Israele ha sempre avuto critiche per il suo operato.Ma non ne sento altrettanto quando dall’Iran arrivano messaggi che francamente mi sembrano terribili e dovrebbero scatenare la riprovazione del mondo intero.

4. lia sacerdoti - 4 novembre 2007

nonna-4 novembre ,2007
La riprovazione verso l’Iran è sempre all’acqua di rose:troppe relazioni economiche legano molti stati all’Iran .Israele ,a parte l’alta tecnologia ,non è assolutamente interessante dal punto di vista economico.Auguriamoci che i futuri colloqui di pace abbiano ilsostegno anche dell’Europa e si giunga a delle soluzioni concrete e favorevoli sia agli israeliani che ai palestinesi.


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