Eccomi qui, in diretta da New York City, a raccontarvi come funzionano le infrastrutture per i (dis)abili.
Mi sembra doveroso per due motivi: fare un paragone con la nostra povera, arretrata e ignorante Italia, e mettere la mia esperienza a disposizione di qualunque altro (dis)abile che voglia mettersi in viaggio e venire ad esplorare questi lidi.
Parto con questa premessa: io sono tetraplegico, incompleto e piuttosto forte per la patologia, ma ho sempre e comunque bisogno di aiuto. Detto questo, ecco cosa ho potuto rilevare.
Cominciamo dalle strade. Tutta Manhattan è piuttosto pianeggiante, ci sono ovviamente delle pendenze, ma sono decisamente superabili. I marciapiedi sono larghi e ben tenuti, è piacevole girare e schiena e fondo schiena non risentono troppo nemmeno di 5-6 ore di passeggio.
Tutti, e dico tutti i marciapiedi sono provvisti di scivoli agli angoli in due direzioni. Spesso sono ripidi, io ho sempre avuto bisogno d’aiuto per superarli, ma ci sono e credo che altri con meno problemi di me li possano trovare decisamente affrontabili.
I negozi, almeno quelli più grossi in cui sono stato, ed anche i market, sono accessibili anche senza l’ausilio di rampe, all’interno, nell’80% dei casi, se ci sono più piani ci sono comodi e spaziosi ascensori. Molto spesso ci sono anche bagni attrezzati.
I mezzi pubblici, io non li ho adoperati per il momento, ma mi hanno detto che sono molto accessibili. Proverò e vi farò sapere. Ci sono anche alcuni dei famosi “yellow cabs”, i taxi gialli, adibiti al trasporto di disabili.
Giudizio quindi positivo per quanto riguarda le infrastrutture.
Ho trovato anche una notevole differenza nell’atteggiamento delle persone. Questa, invece, non sempre positiva.
Mi spiego meglio. Tutti, ma proprio tutti, sono sempre di fretta, assorti nei loro pensieri con le cuffie nelle orecchie o che parlano al cellulare, mentre camminano a mille all’ora. E questo ritmo frenetico non è precisamente tipico delle persone con difficoltà motorie.
Bene, ho provato una certa “ostilità” nei confronti della mia lentezza, sia per strada che nei negozi, il che mi ha dato un certo fastidio. Per il resto, nessuno fa caso a nessuno, e nemmeno se siete disabili o no. Ma quando hanno tempo di accorgersene, nella maggior parte dei casi diventano gentili, sorridenti e disponibili, e, cosa strana, mi hanno spesso rivolto frasi tipo “ci vogliono delle braccia forti, eh?”. A cui rispondevo con abbondanti ed eloquenti sorrisi accompagnati da “I guess you need them…1”
L’altro difetto, trascurabile se potete usare un qualsiasi mezzo, sono le enormi distanze, ma quelle sono indipendenti dalla disabilità.
Per il momento è tutto. Spero di essere stato sufficientemente esauriente.
___
1. “Credo che uno ne abbia bisogno…”
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Commenti»
Ciao Paolo, se vi può essere di aiuto ti spiego come funziona Parigi: 14 linee di metrò di cui solo la n°14 è attrezzata per i portatori di handicap, autobus: nessuno, taxi: solo una società TaxiG7 su prenotazione.Situazione dei musei abbastanza buona, la maggior parte sono attrezzati ( gratuiti con giustificativo). Le crociere sulla Senna sono accessibili (da prenotare prevventivamente). In quanto ai marciapiedi ho una guida in ufficio di qualche anno fa ti posso mandare delle fotocopie della “viabilità” delle strade dei luoghi turistici. Ci sono delle associazioni che si possono contattare e che funzionano bene. Complimenti per tutto
Grazie! E’ sempre bene avere un po’ di directions in giro per l’Europa!
Grazie per le notizie da NewYork,che trasmetto a mia cognata Marilena;conosco un po’ la città,ma devo ammettere che l’ho vista con altri occhi dai tuoi e che adesso la visuale è molto più com pleta.
Ti ripeto che quest’estate a Berlino ho avuto la percezione che molto sia studiato ad hoc per i disabili ..marciapiedi,entrate ai musei,mezzi pubblici con spazi adeguati per le carrozzine,che possono mettersi in sicurezza legandosiad appositi sostegni..la prova sta nel fatto che ho visto molte persone come te girare ovunque,come non mi era mai accadutoprima.
beh, carissimo generale, ti dirò che un po’ di piacere mi ha fatto sentire che non siamo proprio in coda alla fila. Forse un giorno, speriamo non troppo lontano, riusciremo ad insegnare noi qualche cosa ai progrediti statunitensi? Perchè non è poi sempre questione di mezzi finanziari….the cat
Gentile Paolo.
Ti ringrazio anche io per il resoconto essenziale che fai dall’accessibilità di New York City. Mi rivolgo a te per avere un consiglio, una consulenza, Sono alla ricerca di un mini appartamento accessibile per persona disabile e accompagnatore a New York appunto per il mese d’aprile. Sai per caso indirizzarmi? Ti ringrazio fin d’ora per l’aiuto che saprai fornirmi.
ciao… purtroppo non sono così addentro da darti notizie precise riguardo appartamenti in affitto… ma ho qualche conoscente e posso chiedere. L’email che hai lasciato è corretta?
buona giornata
Ciao, ti ringrazio per la tua risposta e per quanto potrai fare. Ora vedo, e me ne scuso, l’errore di trascrizione della mail. La correggo, così se avrai qualche notizia in più potrai contattarmi.
Paolo
Hello brother! In diretta da Zeeland, Michigan, ti racconto un po come funziona in questo piccolo paesino..
A parte ovviamente alle strade gigantesche ci sono 2 3 cosette che vorrei sottolineare: Sono andata due tre volte in qualche fast food (ho mangiato dei buonissimi Tacos) e 1) c
esempre piu di unentrata, una apposta per i disabili, per cui basta schiacciare un bottone, grande e basso, quindi perfetto per chiunque. 2) gli ambienti sono spaziosi ed equindi semplice muoversi 3) ma soprattutto, ci sono tavoli apposta per i disabili, per cui invece che avere 2 gambe ne hanno una sola, cosi una persona disabile puo posizionarsi comodamente!! (mai visto in Italia).Voglio parlarti anche della mia scuola: 1)i pargheggi oltre ad essere enormi hanno parecchi posti riservati con il logo disabili e sono (ovviamente?) i piu vicini all
entrata 2)ceuna porta automatica per i disabili 3) i corridoi sono molto spaziosi 4) ci sono bagni con il logo disabili in ogni corridoio (ovviamente divisi in quelli delle donne e quelli degli uomini).lNella mia scuola ci sono tipo 4/5 persone in sedia che si muovono senza problemi (forse il parquet e
unico -scusa il termine poco forbito- spono ma nessuno sembra avere problemi).quanto, per ora eEcco, questo e
tutto, a me esembrato interessante.Take care.