Eccoci finalmente nel nuovo blog!!!
Per inaugurarne l’apertura ho pensato di proporvi qualche domanda, visto che questo è un luogo dove si legge, anzi, che si legge:
Perchè si legge? serve? a cosa? cosa si legge? come? quando? e se doveste far leggere qualcuno? cosa direste?
Qualche risposta è venuta da una spontanea discussione via mail tra ragazzi sui vent’anni.
E la riporto qui, così come è uscita, un poco alla volta… sarà divisa in sei o sette parti, a cui siete tutti invitati a partecipare.
Grazie agli autori che mi hanno permesso di pubblicare queste pagine, e a Marina, che ha fatto nascere la discussione!
Buona lettura;)!
Quando avevo 14 anni ho letto e mi è piaciuto tantissimo Cent’anni di Solitudine: immagino che tu lo abbia letto, ad ogni modo non è assolutamente triste come il titolo fa sembrare, solo è lunghetto. I Modena City Rambles hanno scritto delle canzoni ispirate a questo libro. Poi, tra i libri non strettamente femminili per cui mi ero appassionata tra la terza media e la prima superiore ci sono i libri di Anne Rice (soprattutto Le Cronache dei Vampiri, è un ciclo da cui è stato tratto il film Intervista con il Vampiro) che come genere sono romanzo gotico contemporaneo, però deve piacere… e anche tutto il Ciclo di Avalon di M. Zimmer Bradley, che è Fantasy (ma non pesantissima alla Tolkien!!). Sono tutti libri piuttosto leggeri e che in genere piacciono anche i ragazzi, però non cortissimi.
S.
I ragazzi della via Pal
L’isola del tesoro
indubbiamente i libri che più mi hanno influenzato nell’infanzia.
Oppure, più facile ancora Il giornalino di Gian Burrasca
A.
allora…
direi che prima di tutto leggere è bello perché nella vita dovrà cercare di convincere la gente della bontà delle sue convinzioni e senza aver letto nulla non potrà avere le basi lessico-sintattico-metaforico-grammaticali per farlo!Inoltre è molto probabile che senza aver letto nulla non solo non si possa convincere chi ti ascolta, ma , e questa è la cosa peggiore, non si ha proprio nulla di cui convincere.
Poi è bello leggere per poter immedesimarsi nell’azione del libro, nei personaggi. E questa è un’immedesimazione molto più profonda rispetto a quella che si può avere vedendo un film.
Come libri direi:
qualcosa di Verne (tipo viaggio al centro della terra)
qualcosa di Salgari(i pirati della Malesia)
poi sinceramente non saprei…a me è piaciuto l’amico ritrovato di Ulman, ma non credo sia adatto!
R.
Salve M. (e salve tutti) La risposta, mi sa, no può che essere un bel “Dipende”.
Innanzitutto, ognuno ha le sue motivazioni per leggere. E non sono sempre le stesse, si evolvono, si costruiscono insieme al carattere di una persona, insieme alle
sue esperienze.
Se mi chiedi le mie, Be’, sarei comunque in difficoltà: ad oggi, che sono un poco più grandicello e più maturo, ti rispondo che leggere forma, ti migliora
come persona, ti fa crescere, ti fa capire cose che con la tanto pubblicizzata “Esperienza” da sola non sogneresti neppure. Leggere è un modo di conoscere se stessi,
di conoscere gli altri, di imparare a relazionarsi con gli altri. Leggere aiuta a venire a patti con le proprie debolezze, e a gioire dei propri pregi, e a saperli usare, entrambi.
In una frase, leggere aiuta ad imparare a vivere.
Se me lo avessi chiesto in terza media, però, credo che ti avrei risposto che amavo vivere qualcosa di diverso dalla mia vita di tutti i giorni, che mi piaceva pensare di
essere qualcun altro, vivere avventure (reali o fantastiche, non importava) nuove e diverse solo sfogliando le pagine di un libro. Buona parte di tutto questo c’è ancora,
naturalmente, anche se in chiave più mediata e meditata. Il potere di sognare che offre la lettura non ha pari.
Infine io, oggi, amo il libro in sé, l’oggetto. Amo averlo tra le mani, sfogliarlo, guardarne la copertina, lasciarlo aperto sul letto e pensare. Amo averlo sulla libreria e poterlo
guardare ogni volta che voglio, amo poterlo sfogliare anche solo per 15 minuti una volta ogni tanto, amo pensare che è mio e che è qualcosa che mi ha dato molto e che
nessuno potrà portarmi via.
Queste però sono le mie motivazioni. Non so se possano valere per qualcun altro, per molti altri, per tutti. Spero però che ti possano essere utili.
Un altro ordine di discorso è l’utilità pratica che si può dimostrare che la lettura ha: e qui entrano in gioco gli argomenti di R, anche se non so quanto un ragazzo
abbia voglia di rifletterci. Se non leggi, e molto, non parlerai né scriverai mai bene, con facilità e scioltezza, con proprietà di lessico, in un Italiano corretto e gradevole.
Se non leggi, e molto, non conoscerai mai molte cose. Sempre per il discorso dell’”Esperienza”, non c’è modo con cui possa farci conoscere tante cose come la lettura:
certo, l’esperienza è necessaria, ma se ci si limita ad essa, be’, non c’è modo di conoscere veramente il mondo che ti circonda.
Un terzo ordine di discorso è legato alle modalità in cui può essere più proficuo l’approccio all’apprendista lettore per aiutarlo ad amare. Come discorso generale direi che
non è quasi mai utile la costrizione forzata, che spesso produce l’effetto opposto: tuttavia non è pensabile non imporsi in qualche modo: in questo credo sarebbe necessario l’esempio e l’appoggio dei genitori. Per il resto, ancora una volta, dipende: chi è il nostro uomo? Cosa ama, cosa lo emoziona? Come passa i pomeriggi e cosa lo diverte?
Bisogna rispondere a queste domande e guardare a quei vuoti che la lettura potrebbe riempire, o a quegli spazi che la lettura potrebbe aiutare a vivere meglio, più
più in profondità, più completamente. Bisogna riuscire a far si che i ragazzi leggano: perché una persona che non legge è
una persona dimezzata.
Spero di esserti stato utile,
T
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Commenti»
inauguariamo così?
che onore Sach! In bocca al lupo alla nuova vita del blog!
Hehe! Grazie a voi!
in bocca al lupo sach!
inaugurare il blog con noi è di sicuro buon auspicio….almeno credo!!!!
perché si legge? per conoscere persone ,popoli diversi per informarci.io adoro i romanzi e andarmene a letto la sera con un bel libro è il massimo! mi rallegro,però,che abbiate introdotto anche la musica.ciao