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“Perchè si legge? (parte III)”

novembre 24, 2007 Inviato da sach in : Cultura

Perchè si legge? serve? a cosa? cosa si legge? come? quando? e se doveste far leggere qualcuno? cosa direste?

Ecco a voi la terza parte…

Sento che è giunto il momento di dire la mia…
Mi sono imbattuto anch’io in questo problema sia sulla mia pellaccia, sia sulla pellaccia altrui.
credo che la scarsità nell’approccio alla lettura derivi da una difficoltà intrinseca, a livello di conoscenze linguistico-culturali, a leggere. Esempio: l’altro giorno leggevo, con un ragazzo che seguo, il capitolo terzo dei Promessi Sposi (Azzeccagarbugli). Insomma… io me lo sono proprio goduto. Sarà stato il rivisitare pagine famigliari, sarà stata anche la bravura (oggettiva) del Manzoni ma il mio ragazzo ha fatto addirittura fatica a seguire lo sviluppo del racconto. Vabbè… è un caso particolare… stiamo parlando dei Promessi Sposi (mica topolino) e di un capitolo che se vi ricordate era pieno di citazioni di “Grida”, perciò bello pesante.
Però la domanda è: cosa differenzia il mio approccio dal suo in termini più generalizzabili?? Sono i cinque anni di differenza d’età che fanno… la differenza (ehm…).
Ogni volta che si prende in mano un “vettore” culturale (con vettore intendo “mezzo”. Che può essere un libro, un giornale, l’etichetta di un prodotto, la televisione (con qualche riserbo…), internet… ) si accresce il proprio livello di conoscenze linguistico-culturali. Con il passare del tempo ognuno si crea un proprio schema o sistema di conoscenze che permette una profondità di “lettura” ogni volta maggiore. E che ogni volta accresce se stessa. Leggere Manzoni allora non è stato lo stesso che leggerlo ora. Le conoscenze “linguistiche” sono fondamentali per cogliere il messaggio nella sua sostanza e nella sua forma.
Sono necessarie anche conoscenze settoriali-culturali. Se mi mettessi a leggere un libro di fisica quantistica non riuscirei a capire granché.
Quindi il problema biologico-evolutivo stà nella pochezza, intrinseca all’età e alla maturazione, dei “mezzi” per la lettura. Sono questi che vanno stimolati. E lo stimolo a stimolarli.
Credo che il primo passo sia farlo leggere. Non importa cosa legge. Può essere spazzatura ma l’importante in questo momento è la struttura, non il contenuto.
Bisogna che sia lui che tiri fuori i suoi interessi e li “travasi” nella lettura.
Esempio: gli piace il calcio? Bene: che legga libri di calcio o che legga la gazzetta dello sport, gli inserti sportivi nei quotidiani. Gli piace la musica, idem. Deve diventare famigliare con lo strumento. E’ un processo in evoluzione.
Veniamo alla questione socio-psico-culturale.
Non so se li avete guardati i ragazzini della loro generazione. Sono molto diversi da noi (ma forse non così tanto…). Noi non avevamo internet quando eravamo più piccoli (o era solo agli esordi), non avevamo i videofonini, non avevamo alcune cose che hanno loro. Quindi il piacere della lettura deve lottare contro dei pregiudizi notevoli. Puzza di vecchio. Puzza di brutto (cosa può avere di attraente un mucchio di fogli giallastri coperti di segni immobili?). Ciò che li attrae sono i colori e il movimento. Ma questi oggetti (in pole position la tv) sono “passivanti”. Con “passivanti” intendo che inducono la passività mentale. Non fa parte del loro abituale modo di pensare il “procurarsi attivamente”. Come fargli capire la bellezza, la genuinità e il piacere di “conquistare” un libro?
Bisogna trovare un modo di dimostragli che leggere è bello. Per un’infinità di motivi, che quelli che hanno scritto prima di me hanno ben evidenziato.
Ma soprattutto lo devono provare sulla loro pelle. Non c’è dimostrazione che tenga se non la sperimentano su loro stessi.
Il fattore psicologico sta nell’attitudine personale del ragazzo alla lettura. Bisogna cercare di carpirgli i motivi per cui non vuole leggere. E analizzarli. E creare degli strumenti “ad hoc” per lui.
Cosa significa per lui la lettura? Ha dei ricordi belli o dei ricordi brutti? La associa alla scuola, allo studio, ai genitori??? Se gli chiedi di dire un titolo di un libro, che titolo gli viene in mente? Cosa significa per lui quel libro?? Cosa lo frena a leggere?? Fa fatica a leggere? Perché?…
Poi indubbiamente lo condizionerà il contesto famigliare, il gruppo di amici, gli insegnanti… ma purtroppo o per fortuna questi ambiti sono al di fuori della nostra portata.
Ciao

C

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