Cari lettori, è il 31 dicembre oggi, l’ultimo giorno dell’anno. Tra poche ore si chiuderà il 2007, e penso valga la pena fare qualche breve considerazione.
E’ stato un anno lungo, e anche piuttosto difficile. Ci sono stati dei momenti grigi, molti.
Ma anche momenti rosei, e sono questi che vorrei ricordare oggi.
La dimissione dall’ospedale, la festa a sorpresa per il mio compleanno, il giro in barca sul catamarano di Andrea Stella, il 30 in analisi, le vacanze in crociera, il 27 in fisica, il viaggio negli Stati Uniti.
Tutte cose che mi hanno fatto superare nella maniera migliore possibile un anno che si preannunciava duro fin dall’inizio.
Con alle spalle tutte queste belle esperienze, mi sento di affrontare con ottimismo il 2008, festeggiando il venturo in modo altrettanto benaugurante, per la prima volta fuori casa per una notte solo con amici dal giorno dell’incidente.
E’ per questo, anche, che voglio ringraziare dal profondo Mic, che ha insistito perchè uscissi nonostante le difficoltà che questo comporta, per me, e soprattutto per i miei ospiti!
Grazie!
Buona fine, ma soprattutto buon inizio a tutti!
Traggo il titolo della conversazione dal libro di Sergio Rizzo e GianAntonio Stella.
Consiglio a tutti di leggerlo. Aiuta ad aprire gli occhi sulla situazione politica italiana. Sfogliando le pagine, una sensazione di nausea ha preso posto dello stupore iniziale.
Le storie che vi ho trovato son a dir poco ridicole. La nostra classe politica è malata fino al midollo.Con questo non voglio fare la solita polemica stile “non ci son piu le mezze stagioni, piove governo ladro, c’è crisi o dove andremo a finire con sti euri”. Qui si parla del nostro Stato e il suo sistema politico. Si parla di dove vanno a finire le nostre tasse. Comuni, Provincie,Regioni…milioni di euro letteralmente rubati, anche se, devo ammettere, spesso in modo abbastanza pittoresco.
Vi do qualche anticipazione, ma invito poi tutti a leggere il libro.
Esiste sotto gli occhi di tutti una particolare comunità montana. Si chiama Palagiano, ed è situata nella campagna di Taranto. Già la cosa suona strana. Una comunità montana nella campagna di Taranto… e come no!? tuttavia il vostro scetticismo era assolutamente ingiustificato: nella comunità esiste un bel cocuzzolo alto 47 (47!!) metri, che svetta a quota 86 sul mare, essendo il resto della comunità a quota 39….Inutile dire che a parte questo foruncolo in mezzo alla campagna, il resto del territorio è piatto come una tavola da biliardo. Ma come mai tutto questo?
Questo testo mi è stato suggerito da mia nonna, e riporto pertanto le sue parole.
Alla fine di gennaio è morto un mio carissimo cugino, Gian.
Eravamo coetanei, fratelli di latte e ci volevamo molto bene.
Era un professionista molto stimato. Fra le sue carte scritto a mano, Giorgio, suo fratello, e Marco, suo figlio, hanno trovato questo decalogo, che, mi sembra, vale la pena diffondere.Il decalogo dell’imperfezione
di Giovanni Chiarion Casoni1. Il rinnovamento è garantito e sostenuto della esistenza dell’imperfezione.
2. Solo l’imperfezione stimola l’intelligenza costruttiva.
3. La perfezione è un grave fardello che rende il mondo difensivista, ma che non garantisce la sopravvivenza.
4. L’imperfezione è uno stato naturale: approfittiamone!!
5. La curiosità è addormentata dalla perfezione: senza curiosità non c’è ricerca.
6. Raggiunto un traguardo, non fermiamoci. Godiamone, ma per fortuna sappiano che qualsiasi traguardo è imperfetto.
7. La scoperta, figlia di una imperfezione precedente, è utile per sempre meno tempo. Forse il mondo attuale è migliore perché è più cosciente della propria imperfezione.
8. L’imperfezione penalizza soltanto chi si ferma.
9. Il decimo pensiero non lo esprimo, se no il decalogo sarebbe perfetto.
Ennesimo episodio di violenza. Ennesima sparatoria. Ancora morti. Erano le 5.50 di questa mattina, quando 4 sconosciuti, dopo aver derubato dei ragazzi fuori da una discoteca della Bergamasca, a Treviglio, si danno alla fuga su una BMW e fermati dai Carabinieri aprono il fuoco. Fortunatamente il bilancio è negativo per i delinquenti. Due di loro sono morti e due sono finiti in manette. Anche due militari son stati feriti, ma non sono in gravi condizioni, assicurano i medici.
Come tutti sapete, in Russia si sono appena svolte le elezioni, che, come era stato previsto, hanno sancito la vittoria di Russia Unita, ovvero del partito di Putin.
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Si parla però già di brogli elettorali: i parititi d’opposizione hanno denunciato numerose irregolarità, e il partito comunista, secondo per numero di voti, ha minacciato di non voler entrare in Parlamento, con l’obiettivo di invalidare le elezioni.
Dubbi sulla validità del voto vengono anche da parte degli USA, mentre l’Assemblea parlamentare dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, insieme agli osservatori inviati dal Consiglio d’Europa, affermano che le elezioni per la Duma russa “non si sono svolte in modo corretto e non hanno rispettato molti degli impegni presi a livello di Osce e di Consiglio d’Europa ne’ gli standard democratici”. (continua…)
E finalmente è arrivata! Forse c’è già troppa carne al fuoco… Ma la sezione disabilità è finalmente arrivata!
Perchè si legge? serve? a cosa? cosa si legge? come? quando? e se doveste far leggere qualcuno? cosa direste?
Ci siamo… ecco la quinta puntata!
Ciao M,
e così dopo tanti anni di vita da scolara e ora universitaria hai deciso di prendere posto dall’altro lato della cattedra? Ironia a parte mi è piaciuta questa tua idea di condividere un problema che stai affrontando e soprattutto sei stata capace di creare un dibattito su un argomento spesso tralasciato.
Senza scadere in odiosi luoghi comuni come “i giovani non sono quelli di una volta” ( e non ci sono neanche più le mezze stagioni, oggi c’era un sole fantastico) penso che il problema sia da ricercare più che altro nel rapporto fra i nuovi ragazzi e cultura. Il Sapere con la S maiuscola costa fatica, molta fatica perché necessita di un grande sforzo intellettuale. Ora da circa quarant’anni a questa parte le condizioni di vita sono andate sempre migliorando e questo ha portato conseguentemente ad un impigrirsi generale delle persone. Se penso alla fatica che fece mio padre per laurearsi da misero figlio di vaccaro, il lavoro che sto facendo io con tanto sudore è niente. Ora mancando questa forza i ragazzi non si sentono né in bisogno né tanto meno in dovere di faticare un poco per ottenere qualche risultato nella vita.
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