Si è aperto da quattro giorni il nuovo anno, e con questo anche una miriade di questioni, soprattutto internazionali.
In Pakistan Benazir Bhutto è stata assassinata, ma ancora non si capisce se da Al-Qaeda o dallo stesso governo retto da Musharaff. In ogni caso il presidente ha provveduto a spostare la data delle elezioni, danneggiando così i partiti dell’opposizione. E Scotland Yard è stata spedita ad indagare.
In kenya la situazione è simile in un certo senso: ci sono state le elezioni, ma “truccate”, e il popolo, sentitosi tradito, si è fatto sentire ad alta voce. Anche troppo alta, visto il tragico bilancio in termini di perdite di vite umane.
Negli Stati Uniti si avvicina il giorno delle elezioni, e Obama passa in vantaggio su Clinton, Hilary questa volta, per il partito Democratico, nelle primarie dello Iowa. Ora toccherà al New Hampshire. Tuttavia ritengo poco probabile che gli americani siano pronti per un presidente donna.
In economia spicca la notizia del prezzo del petrolio: 100$ al barile, e nessuno sa dire se aumenterà o scenderà, o perlomeno i pareri sono discordanti e spaziano da previsioni di un deciso ribasso fino a 40$, a quelle di un rialzo oltre i 150.
In Italia l’anno si è aperto a Napoli, con il problema dei rifiuti. E con l’aumento dei prezzi. Si conferma dunque questa paradossale tendenza dell’euro italiano ad avere un potere d’acquisto inferiore al resto degli euro europei, pur essendo la stessa moneta.
Si apre con questo 2008 uno scenario internazionale piuttosto complesso, che vedrà sempre più protagoniste Cina e India. Uno scenario economico incerto, guidato dal problema energetico. Uno scenario nazionale quanto meno sconcertante dal punto di vista economico-politico.
Che il 2008 abbia inizio.
Noi, staremo a vedere…
Non ci sono articoli simili.
This site is protected with Urban Giraffe's plugin 'HTML Purified' and Edward Z. Yang's
. 45600 items have been purified.
Commenti»
Già, proprio così ! Inizia un anno pieno di interrogativi e vuoto di risposte; ma mi pare che piano piano alcune situazioni internazionali e nazionali vengano a chiarirsi, se non altro per effetto del tempo che inesorabilmente passa.
Partiamo dal Pakistan e dall’assassinio di Benazir Bhutto : finalmente appare evidente a tutti che il cosidetto stato pachistano esiste solo come finzione politica. Metà del paese ( il Nord Belucistan e la Northwest Frontier) è controllata da bande di mujaheddin,integralisti islamici che vivono di rapine, commercio di stupefacenti e di armi contrabbandate dal vicino Afghanistan – l’altra metà ( il Punjab e il Sindh)è controllata
in gran parte da poche decine di grandi famiglie che posseggono le industrie petrolifere, tessili, idroelettriche e chimiche del paese. Accanto ad un sistema scolastico relativamente moderno continua a vivere e prosperare l’insegnamento dei mullah e degli imam, custodi della più stretta ortodossia
islamica e garanti della struttura vetero-paternalistica che guida ancor oggi la maggior parte delle famiglie pachistane ( non a caso l’uso del burka per le donne è stato introdotto in Afghanistan proprio dagli ortodossi islamici pachistani). Che l’imbecillità di alcuni politici USA ed europei abbia consentito al Pakistan di possedere armi atomiche è la miglior prova dei danni che l’ignoranza della storia può portare al mondo moderno.
Qualcosa di simile si potrebbe dire del Kenya dove, in virtù di una decolonizzazione voluta da pochi intellettuali e da molti affaristi internazionali, si è imposta una struttura politica di tipo anglosassone ad una società tribale.
Il prezzo del petrolio, il prezzo dell’oro, la diminuita capacità di acquisto di beni e servizi
che colpisce i lavoratori ed i pensionati dell’Europa e dell’America sono diretta conseguenza degli errori politici compiuti per oltre cinquanta anni dalle classi dirigenti USA ed europee. Una conoscenza anche superficiale della storia del mondo avrebbe dovuto consigliare una guida prudente e non affrettata della necessaria globalizzazione; avrebbe dovuto porre al primo posto un sistema educativo laico, aggiornato tecnologicamente ed obbligatorio per tutti i bambini e giovani dei paesi emergenti. Avrebbe dovuto consigliare una alleanza URSS / USA contro
i "ributtanti sciamani islamici" ….. proprio il contrario di quanto è avvenuto !!!
Ma ancora qualche cosa è possibile a livello internazionale – non so invece se lo sia a livello nazionale.
Perchè credo che il problema della spazzatura in Italia sia solo un aspetto del degrado che colpisce tutto il nostro paese. E’ vero che un politico deve essere in genere buono " per tutte le stagioni" – ma bisogna pur porre un limite a codeste stagioni. Mi pare che i nostri reggitori, da Roma al più piccolo comune,abbiano preso l’abitudine di dire che una cosa è vera, ma è vero anche il contrario. Così sentiamo Prodi dire che "per la spazzatura deve intervenire l’esercito… ma non per mantenere l’ordine pubblico" ; sentiamo Dini affermare che " i sette punti programmatici dei liberaldemocratici debbono essere accettati integralmente, salvo crisi del governo…però possono essere discussi… però non sono così urgenti" ; sentiamo Veltroni e Berlusconi " prontissimi a cooperare per giungere all’approvazione di una nuova legge elettorale… a condizione che tutti gli aderenti all’una o all’altra coalizione siano daccordo" e così via.
Credo che questo sia un riflesso del sistema giuridico e giudiziario italiano : non c’è norma, decisione, ordinanza contro cui non si possa ricorrere al TAR, al Consiglio di Stato, alla Corte dei Conti, alla Magistratura ordinaria, alla Consulta. Così strade, ponti, inceneritori, centrali energetiche appena iniziate vengono fermate dalla montagna di carta dei ricorsi; sentenze che attribuiscono un diritto ad uno o all’altro dei contendenti vengono annullate in Appello, rinviate in Cassazione, di nuovo discusse
senza fine, o meglio fino alla fine fisica di uno o di entrambi i contendenti. E non parliamo dei giornali che sono in grado di pubblicare le "intercettazioni" ( materiale esplosivo e segretissimo che dovrebbe essere di esclusiva conoscenza e pertinenza di magistrati irreprensibili) ancor prima che le stesse siano entrate a far parte del fascicolo giudiziario, e che servono a confondere il lettore ed allontanarlo ancora di più dalla cosa pubblica.
Se è così, per il 2008 non resta che affidarci allo Stellone d’Italia che brilla nei cieli e che ha protetto il nostro bel paese per centosessanta anni. Purchè lo Stellone non si trasformi in uno stallone con relative veline……
"Il prezzo del petrolio, il prezzo dell’oro, la diminuita capacità di acquisto di beni e servizi
che colpisce i lavoratori ed i pensionati dell’Europa e dell’America sono diretta conseguenza degli errori politici compiuti per oltre cinquanta anni dalle classi dirigenti USA ed europee".
Non sarei molto d’accordo, perchè la spiegazione a tali problemi è da ricercarsi in un periodo di tempo decisamente più breve e "finanziaria".
Non trovi?