Cari amici del forum, vorrei proporvi un tema su cui possiate esprimervi nel piu libero dei modi, semplicemente dicendo come la pensate.
Siamo in piena campagna elettorale e ogni partito politico schiera i suoi uomini migliori per l’assedio di Montecitorio e palazzo Madama e ovviamente palazzo Chigi. Tuttavia, il dibattito che vi propongo non è riguardo le elezioni, ma soltanto su una particolare mossa che ha fatto Veltroni: candidare Antonio Boccuzzi per la Camera. Come ben sapete, Boccuzzi è l’operaio della ThyssenKrupp di Torino che è sopravvissuto alla tragedia di qualche mese fa. Credete che sia un gesto positivo? pura demagogia? un segno di apertura verso la classe operaia o uno specchietto per le allodole? A voi la parola!!
Non espongo subito le mie idee al riguardo per non influenzare l’inizio della discussione, ma commenterò presto!
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Commenti»
Credo che la mossa di Veltroni sia senz’altro una scelta “politica”, fatta per raccogliere i voti di una parte di popolazione che, penso, avrebbe in ogni caso votato a sinistra.
Ma non solo.
Credo che la presenza di una persona con un’esperienza come quella che ha vissuto Boccuzzi alle spalle, in parlamento, possa portare grandi benefici a quelle classi di lavoratori maggiormente esposte a rischi, e ormai poco difesi da una “corporazione” di sindacalisti incapaci di guardare oltre il proprio naso.
Che poi la sua candidatura sia da una parte o dall’altra, quello che importa è che si faccia sentire.
Benvengano tutte le candidature di qualsiasi schieramento, di persone che possono mettere la propria esperienza al servizio di tutti. Purchè lo sappiano fare.
Sono pienamente d’accordo con Sach! Sicuramente è una mossa politica, motivita ovviamente anche dalla ricerca di voti, ma avere in parlamento qualcuno che ha avuto un’ esperienza del genere potrebbe aiutare a portare istanze che altrimenti non potrebbero arrivare, bypassando(ma si scrive così???) i sempre presenti sindacalisti (uno dei grandi problemi della nostra povera Italia…)
ciao a tutti!io invece non sono d’accordo con voi,perchè la scelta di veltroni di candidare il povero operaio della tyssen è secondo una scelta puramente demagogica e che mi lascia anche un pò perplesso. Fermo restando il massimo rispetto e appoggio che bisogna dare a questa persona che ha subito una tragica e inaccettabile disgrazia, penso che in Parlamento debbano sedere delle persone preparate seriamente a farlo e non vedo come il povero operaio della tyssen, catapultato d’improvviso in mezzo a un mondo che immagino sia molto complicato da affrontare, possa dare un contributo decisivo alla causa dei lavoratori. Un’altra cosa che mi fa dire che quella di veltroni è stata una scelta demagogica è il fatto che sia stato scelto proprio il sopravvissuto dell’incidente alla tyssen e non uno degli altri centinaia di operai che sopravvivono a centinaia di altri incidenti che accadono ogni giorno,ma che non salgono agli onori della cronaca.Questo operaio è stato scelto perchè preparato in tema di legislazione del lavoro o solo perchè è stato suo malgrado protagonista di un tragico evento?Comunque questa scelta fa da contorno a quella che forse è una mania di tutte le forze politiche in questa campagna elettorale,cioè quella di cercare di candidare un rappresentante di ogni categoria sociale cercando di fare contenti un pò tutti!
andrea
[OT] Andre, il tuo è stato il commento numero 300! [/OT]
Non possiamo sapere in realtà quale sia la motivazione di questo “povero operaio”.
Per quanto ne sappiamo potrebbe aver deciso entrare in politica per far sentire la sua voce, ed aver scelto il PD perchè vicino alle sue idee. In questo caso, il fatto che sia entrato in lista sarebbe logica conseguenza dei due motivi che ho elencato sopra.
Voglio sperare che sia così, perchè credo che in politica, i politici “di professione” servano solo a fare da burocrati ormai…
Non c’è dubbio che il parere di Sach sulla scelta "politica" ha colto nel segno : tant’è che all’iniziativa di Veltroni ha fatto seguito la mossa di Diliberto che, per ottenere anche maggiore risonanza, ha rinunciato a candidarsi, lasciando il suo posto in lista ad un altro operaio della Thyssen. Se andiamo avanti così temo che il personale della Thyssen non basterà a coprire tutte le candidature ! Ma appunto questa è la politica che costringe i partiti ad adeguarsi alle esigenze della pubblicità, spesso anche a costo di trascurare le necessità effettive degli italiani.
Il problema degli incidenti sul lavoro è gravissimo, ma richiede un esame molto attento :nonostante certe affermazioni "politiche" la categoria più colpita non è quella degli operai nelle fabbriche o nei cantieri – ma quella dei
lavoratori indipendenti o artigiani, soprattutto nel Meridione – basti pensare ai numerosi incidenti nelle cantine o nei seminterrati dove si producono o si vendono i fuochi artificiali; a quelli altrettanto numerosi sulle autostrade dove camionisti "padroncini" mettono a rischio la propria vita spesso insieme a quella dei conducenti che hanno la sfortuna di essere nelle loro vicinanze; e non dobbiamo dimenticare gli incidenti che ancora oggi colpiscono i coltivatori diretti nelle campagne d’Italia.
Più di cento anni fa invece i più colpiti erano proprio gli operai e le operaie, avviati al lavoro senza nessuna preparazione, con un macchinario primitivo e con orari massacranti.
Quindi la tutela del lavoratore in fabbrica divenne una delle rivendicazioni fondamentali
del partito socialista e delle prime organizzazioni sindacali – e il risultato fu una legislazione ed una autocoscienza operaia
che portò ad una drastica riduzione del numero degli incidenti.
Oggi nelle fabbriche e nei cantieri aggiornati alle norme di sicurezza non dovrebbero assolutamente avvenire episodi che mettano in forse l’incolumità dei lavoratori ; ciò che è accaduto alla Thyssen si deve alla obsolescenza del macchinario e delle attrezzature, in altre parole al rifiuto da parte di una minoranza del padronato di investire denaro nell’ammodernamento delle fabbriche. In questo caso è necessario un intervento deciso dell’autorità statale, che giunga alla chiusura coatta dello stabilimento ed alla incriminazione di dirigenti e amministratori – come fortunatamente è avvenuto.
Ma è molto più difficile giungere alla tutela
del lavoratore autonomo o dell’artigiano : per lui, in molti casi, la maggior sicurezza nel lavoro vuol dire minor guadagno; allora, per la "politica", nessun partito si prenderà la briga di proporre una revisione o un controllo di queste attività. Almeno fino a quando non ci sarà un completo rinnovamento del costume politico !
Ciao Paolo e ciao a tutti gli amministratori del forum,
dopo lunga e ingiustificabile assenza torno a postare qualche riga su questo sempre più interessante sito. Proponete una tematica politica, segnatamente la candidatura del sopravvissuto Thiessen, bene: io credo che sia una squisitamente becera mossa politica per raccimolare voti (quell’operaio vale più di un gatto, del resto addirittura Di Liberto, per lo stesso motivo, ha deciso di farsi da parte) ma la mia controproposta per una discussione ulteriore è – sempre relativamente al PD (perchè parlare del PdL è tempo perso…) – questa: come valutare la candidatura di Crisafulli nelle liste del PD? ma soprattutto: l’esclusione di Lumia??? (http://beppegrillo.meetup.com/601/boards/thread/4311391) Queste son cose che sempre più mi fanno dubitare della possibilità che esista una forma di buona democrazia rappresentativa di livello nazionale: solo nei comuni, provincie e forse anche regioni si ha la possibilità di contare qualcosa, di controllare qualcosa – anche a prescindere dall’attuale legge elettorale. Vergogna, vergogna, 3 volte vergogna! Infine un’indicazione di voto: quel che farò io sarà recarmi al seggio e rifiutare la scheda, dopo che è stata vidimata; chiederò infine che nel verbale venga scritto il mio commento: "Occorre che per la disposizione stessa delle cose il potere arresti il potere." Montesquieu, Spirito delle leggi, XI, 4