Saprà convincere gli elettori che lo vedono così:
Ok, Umberto ha fatto un gestaccio all’inno. Si, è vero, ha anche ingiuriato la bandiera. Va bene, vuole il federalismo, ma questo non significa che non voglia bene ai suoi compagni di sotto il Po.
Ah, il Piave. Ero rimasto al Po.
Va bene, ma è solo ragazzotto, suvvia! Sono cose che capitano. Come mini stro poi, non ha nemmeno il portafoglio.
Si distrae durante le sue ore, dice. Storia ed educazione civica. Ma le assicuro che a casa le studia, e molto anche.
Sostiene che la capitale del regno d’Italia è Torino. Be, lo è stata, nel milleott… Ah. Non prosegue perchè s’impunta nel dire che sarebbe stata meglio Bergamo, o Brescia. (continua…)
È evidente.
Mi riferisco ai nostri politici. È evidente che non sanno più cosa inventarsi: continuano a ripetere le stesse cose.
“La magistratura fa schifo”. “Accuse ingiuriose”. “Sinistra giustizialista”. “Il Berlusconismo è finito”. “Veltroni è un cretino”. “Insulti inaccettabili”. “La magistratura è politicizzata”. “Prima il federalismo”. “Niente riforma sulla giustizia o niente federalismo”. “Tasi Veltroni! Ciamo a fiducia!“.
Sono cinque frasi che si ripetono.
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