Perchè si legge? serve? a cosa? cosa si legge? come? quando? e se doveste far leggere qualcuno? cosa direste?
Ci siamo… ecco la quinta puntata!
Ciao M,
e così dopo tanti anni di vita da scolara e ora universitaria hai deciso di prendere posto dall’altro lato della cattedra? Ironia a parte mi è piaciuta questa tua idea di condividere un problema che stai affrontando e soprattutto sei stata capace di creare un dibattito su un argomento spesso tralasciato.
Senza scadere in odiosi luoghi comuni come “i giovani non sono quelli di una volta” ( e non ci sono neanche più le mezze stagioni, oggi c’era un sole fantastico) penso che il problema sia da ricercare più che altro nel rapporto fra i nuovi ragazzi e cultura. Il Sapere con la S maiuscola costa fatica, molta fatica perché necessita di un grande sforzo intellettuale. Ora da circa quarant’anni a questa parte le condizioni di vita sono andate sempre migliorando e questo ha portato conseguentemente ad un impigrirsi generale delle persone. Se penso alla fatica che fece mio padre per laurearsi da misero figlio di vaccaro, il lavoro che sto facendo io con tanto sudore è niente. Ora mancando questa forza i ragazzi non si sentono né in bisogno né tanto meno in dovere di faticare un poco per ottenere qualche risultato nella vita.
Perchè si legge? serve? a cosa? cosa si legge? come? quando? e se doveste far leggere qualcuno? cosa direste?
Siamo ormai alla iv parte…. Buona continuazione!
Ciao M!
Che piacere e che onore essere interpellata su questo tema!
Beh, da dove iniziare…
Per prima cosa mi vien da dire che si legge per piacere, per staccare la testa dalle attività della quotidianità.
Arrivi la sera, pensi di essere stanca, invece vedi la copertina del tuo libro e subito ti domandi: “Ma cosa avrà mai da dirmi?” e così gli concedi le tue ultime energie e vedi che ti svegli, sei attenta, presa dalla voglia di sapere come va avanti, perché tutti siamo curiosi di sapere cosa esce dall’immaginazione degli altri! (continua…)
Perchè si legge? serve? a cosa? cosa si legge? come? quando? e se doveste far leggere qualcuno? cosa direste?
Ecco a voi la terza parte…
Sento che è giunto il momento di dire la mia…
Mi sono imbattuto anch’io in questo problema sia sulla mia pellaccia, sia sulla pellaccia altrui.
credo che la scarsità nell’approccio alla lettura derivi da una difficoltà intrinseca, a livello di conoscenze linguistico-culturali, a leggere. Esempio: l’altro giorno leggevo, con un ragazzo che seguo, il capitolo terzo dei Promessi Sposi (Azzeccagarbugli). Insomma… io me lo sono proprio goduto. Sarà stato il rivisitare pagine famigliari, sarà stata anche la bravura (oggettiva) del Manzoni ma il mio ragazzo ha fatto addirittura fatica a seguire lo sviluppo del racconto. Vabbè… è un caso particolare… stiamo parlando dei Promessi Sposi (mica topolino) e di un capitolo che se vi ricordate era pieno di citazioni di “Grida”, perciò bello pesante.
Però la domanda è: cosa differenzia il mio approccio dal suo in termini più generalizzabili?? Sono i cinque anni di differenza d’età che fanno… la differenza (ehm…). (continua…)
Perchè si legge? serve? a cosa? cosa si legge? come? quando? e se doveste far leggere qualcuno? cosa direste?
Ecco la seconda parte…
Mmmh…invece di riposarmi dopo pranzo stando su msn tu mi proponi e-mail
con questioni difficili! Ma per la M questo e altro… Comunque io ho
avuto il problema che alle medie leggevo i libri di mia sorella e cioè
Pirandello e simili, classici insomma. Escludendo questi ed escludendo anche
tutta la saga di piccole donne, piccole donne crescono, i ragazzi di Jo,
eccetera eccetera, arriviamo ai ragazzi della via Pal, il primo libro che mi
ha dato qualcosa. Poi qui mi consigliano Jack Frusciante è uscito dal gruppo
di Brizzi ma non piacerà a te credo, no? altrimenti mi dicono Benni, che io
non ho letto ma mi dicono tutti essere bello. Ora ci penso un altro po’ e ti
riscrivo!
L
Innanzitutto il Piccolo Principe secondo me è un libro orribile per un ragazzo delle medie, molto più adatto a fanciulle sognanti. (continua…)
Eccoci finalmente nel nuovo blog!!!
Per inaugurarne l’apertura ho pensato di proporvi qualche domanda, visto che questo è un luogo dove si legge, anzi, che si legge:
Perchè si legge? serve? a cosa? cosa si legge? come? quando? e se doveste far leggere qualcuno? cosa direste?
Qualche risposta è venuta da una spontanea discussione via mail tra ragazzi sui vent’anni.
E la riporto qui, così come è uscita, un poco alla volta… sarà divisa in sei o sette parti, a cui siete tutti invitati a partecipare.
Grazie agli autori che mi hanno permesso di pubblicare queste pagine, e a Marina, che ha fatto nascere la discussione!
Buona lettura;)!
Quando avevo 14 anni ho letto e mi è piaciuto tantissimo Cent’anni di Solitudine: immagino che tu lo abbia letto, ad ogni modo non è assolutamente triste come il titolo fa sembrare, solo è lunghetto. I Modena City Rambles hanno scritto delle canzoni ispirate a questo libro. Poi, tra i libri non strettamente femminili per cui mi ero appassionata tra la terza media e la prima superiore ci sono i libri di Anne Rice (soprattutto Le Cronache dei Vampiri, è un ciclo da cui è stato tratto il film Intervista con il Vampiro) che come genere sono romanzo gotico contemporaneo, però deve piacere… e anche tutto il Ciclo di Avalon di M. Zimmer Bradley, che è Fantasy (ma non pesantissima alla Tolkien!!). Sono tutti libri piuttosto leggeri e che in genere piacciono anche i ragazzi, però non cortissimi.
S. (continua…)
di Sach
Ricordate la canzoncina (un po’ razzista a ripensarci ora) “chi ha paura dell’uomo nero? io no io no io no!“, che si era soliti recitare da bambini prima di qualche gioco?
Oggi suona così “chi ha paura del rumeno?” Solo che la risposta è diventata, per la maggior parte della gente “io si io si io si!“.
E d’altra parte, come dar loro torto? I media danno grande rilevanza a crimini commessi da cittadini rumeni. Più di quanta ne diano agli omicidi che ogni giorno si consumano a Napoli per un cellulare. Più di quanta ne diano ai crimini di vario genere commessi dalla mafia. Più di quanta ne diano ai pirati della strada, italiani o stranieri che siano, che quasi ogni notte, sotto l’effetto di alcool o droga, uccidono se stessi ed altri.
Ma, come abbiamo ribadito più di una volta in queste pagine, l’Italia va a mode. Ora si è trovato una sorta di capro espiatorio su cui riversare tutta la rabbia e la frustrazione verso un paese che non funziona, quindi ben venga. Si allontani l’attenzione dell’opinione pubblica dalla nostra disastrosa situazione economico-politica. Si incanalino i sentimenti negativi degli italiani verso altri lidi. (continua…)
di m!c
A poco più di un anno dalla sua uscita, Gomorra, libro d’esordio di Roberto Saviano, esce anche in Francia. Ed è subito un successo, con oltre 800mila copie vendute.

E’ un successo però che a Saviano sta costando caro: ha ricevuto insulti, minacce, è costretto a vivere con la scorta, la famiglia è stata costretta a trasferisi, a lasciare il paese, la regione. Perchè il suo libro ha colpito nel segno, ha raccontato la verità senza paura. E, cosa ancora più incredibile, è riuscito a impaurire la camorra stessa. “Ho visto nei loro occhi il terrore di veder svelata la loro azione e il loro territorio”. Ma “scoprire che la mafia poteva essere messa in difficoltà dalla letteratura è stata una rivelazione” , rivela Saviano. (continua…)
di M!c
Chi non conosce James Watson? E chi conosce Rosalind Franklin?
Watson vinse il premio Nobel per la medicina nel 1962, per aver scoperto, insieme a Francis Crick, la struttura del DNA.
Ora è tornato alla ribalta per le sue dichiarazioni “vagamente razziste” (in particolare affermando di essere pessimista sulle prospettive dell’Africa, in quanto “tutte le nostre politiche sociali sono basate sull’idea che l’intelligenza degli africani sia uguale alla nostra, mentre tutti i test dicono il contrario” ), dichiarazioni che gli sono valse l’annullamento di molte conferenze in giro per il mondo.
Ma siamo davvero stupiti di sentire cose del genere da un premio Nobel di tal calibro? Studiando la sua biografia, non eccessivamente… (continua…)
Molto spesso in queste pagine si è parlato di religione. E’ uno degli argomenti di attualità più scottanti, non per niente è anche quello che ha dato sfogo alle più accese e nutrite discussioni.
Il più delle volte si è parlato in modo negativo della religione, come una cosa che ottenebra la mente, la incanala, la limita.
Che sia vero o meno, non è quello che da mesi ci stanno dimostrando i monaci birmani di Yangon.
I media si sono ormai disinteressati ai fatti che stanno avvenendo nel “piccolo” stato orientale, ma le proteste contro il regime militare continuano, e sebbene ci sia stata una piccola apertura del governo verso l’opposizione, che chiamerei più di facciata che altro, la situazione credo sia ben lontana dal risolversi.
Ma più che sui fatti, vorrei concentrare la vostra attenzione sul contrasto di questa immagine, simbolica se volete di tutte le pacifiche rivoluzioni represse.

notate che la polizia porta drappi rossi al collo?
Sach
Il termine Mafia deriva dall’espressione dell’ arabo parlato,m? f?-ha significante “non c’è” o “non esiste”.. Insomma non se ne deve parlare. Questo non vuol dire che non esista. Lo testimonia la storia, la Cia (negli archivi che è stata costretta a rendere pubblici sono certificati i contributi dati da Cosa Nostra alla Cia nel tentativo di eliminare Fidel Castro) e purtroppo lo testimoniano i nostri politici…
Il nostro “grande uomo politico del dopoguerra” e senatore a vita Giuliano Andreotti ha esperienza nel campo: è stato sottoposto a giudizio due volte dalla procura di palermo per il reato di partecipazione all’associazione per delinquere di carattere Mafioso (Cosa Nostra). Data la mole di questioni in cui Andreotti nella sua lunga vita è riuscito a inserirsi, la procura di Palermo è stata costretta a dividere la sentenza in due parti: una per i fatti precedenti alla primavere del 1980 e una per quelli seguenti. (continua…)
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